Presidenti indipendenti ma non di passaggio

La nostra Repubblica non è nuova ai presidenti indipendenti e Mario Draghi, l’ennesimo, sembra non essere solo di passaggio.

Carlo Azeglio Ciampi, Lamberto Dini, Mario Monti, Romano Prodi e Giuliano Amato (orientati verso il centrosinistra) e Giuseppe Conte (di influenza del Movimento 5 stelle). Sono tutti esempi di presidenti indipendenti, anche se qualcuno era ben orientato ideologicamente seppure non munito di tessera. A questi i partiti sono dovuti ricorrere per venire meno ad un momento di crisi istituzionale, che sembra capitare spesso nel “bel paese”.La nomina di un uomo di alto profilo che, con l’appoggio dei tanti, può guidare il parlamento alle prossime elezioni è una buona scappatoia. Mario Draghi, l’ennesimo dei presidenti indipendenti, sembra voler marcare un’impronta che ha sicuramente già lasciato.



Mario Draghi si veste da leader

Siamo nuovamente davanti ad una crisi istituzionale, ma questa volta, forse, giustificata dalla grave situazione pandemica che ha investito tutto il mondo. La scelta delle diverse fazioni è, fortunatamente, ricaduta nell’unità nazionale ed il nostro “Super Mario” ha assunto il ruolo di collante e perno. Un modus operandi totalmente diverso dal suo predecessore, Giuseppe Conte. L’avvocato del popolo, che ha governato nel periodo del lockdown, infatti ha optato per la via della forte “presenza”, sempre ovviamente attraverso il mondo digitale e dei media, in mezzo al popolo. Il successore ed attuale presidente invece non si fa vedere spesso ma porta “a casa” buoni risultati. Infatti, oggi l’Italia è un esempio internazionale e guida dell’Unione Europea (solo per quanto riguarda il contrasto alla pandemia, per ora).

Un presidente che non ha paura di alzare la voce

È uno dei presidenti indipendenti, ma non ha nessuna intenzione di svolgere il proprio dovere e compito in modo asettico. Mario Draghi alza la voce senza mezze misure: lo ha fatto in occasione del “sofa-gate” definendo il presidente turco Erdogan un dittatore con cui bisogna avere a che fare; lo ha nuovamente fatto anche in Europa ponendo forti limitazioni agli altri cittadini della comunità che vogliono entrare nel nostro paese dichiarando che non l’Italia non ha nessuna intenzione di sperperare il suo patrimonio di salute pubblica perché gli altri fanno i pazzi.

Fino a questo momento si è pensato che l’ex banchiere ambisse al Quirinale…e se volesse di più? Attualmente in Europa è venuta meno la forte presenza della cancelliere tedesca Merkel e il giovane presidente francese Macron sembra essere in difficoltà per un ulteriore mandato all’Eliseo. È indiscutibile la fama e il prestigio che Mario Draghi riscuote nel vecchio continente e lui di questo ne è a conoscenza, a questo si aggiunge il momento di vuoto di vertice. Una leadership italiana nella comunità europea sembra non essere più inimaginabile.

Francesco Villì

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