“Il prete è tutto mentre la suora non è niente nella Chiesa”. Le suore contro lo sfruttamento

Dalla parte di chi lotta per essere riconosciuto, dell'essere umano e dei suoi diritti.
Contribuisci a preservare la libera informazione.

DONA

Donne Chiesa Mondo, la rivista mensile dell’Osservatore Romano denuncia in maniera aperta e senza troppi giri di parole lo sfruttamento del lavoro delle suore all’interno del sistema clericale. Nel numero di marzo un articolo molto approfondito spiega la condizione delle donne nella chiesa.

Il ruolo delle suore sminuito

Le suore si occupano prevalentemente di svolgere lavori domestici nelle case di prelati e cardinali o presso istituzioni scolastiche e ambulatori. Il loro lavoro non viene quasi mai retribuito e in ogni caso non è regolamentato.




 Non vi è meritocrazia. Lo svilimento della professionalità delle suore, anch’esse donne alle prese con un mondo ancora e in una condizione gerarchica maschile, per non dire maschilista. Le testimonianze riportate nell’inchiesta sono per lo più di suore che operano all’estero ( Francia, Africa, Asia) ma la problematica, come anche specificato,  esiste anche in Italia. Le suore e il loro lavoro è sempre stato storicamente ritenuto come un’opera di volontariato, che non necessitasse alcuna professionalità particolare.

Il clericalismo uccide la Chiesa

Questa mentalità e arcaica convinzione ha fatto sì che spesso si siano anche perpetrati dei veri e propri abusi o sfruttamenti gravi nei confronti delle suore. Suor Paule, una delle intervistate dichiara:

Dietro tutto ciò, c’è purtroppo ancora l’idea che la donna vale meno dell’uomo, soprattutto che il prete è tutto mentre la suora non è niente nella Chiesa. Il clericalismo uccide la Chiesa- ha spiegato suor Paule. Suor Paule ha poi detto di aver conosciuto delle suore che avevano prestato servizio per 30anni e che le hanno raccontato come «quando erano malate, nessun prete di quelli che servivano andava a trovarle. Dall’oggi all’indomani venivano mandate via senza una parola. Senza alcun sussidio.

Il cambiamento non sarà facile. Lo dice anche Lucetta Scaraffia al New York Times. Lucetta è la direttrice dell’Osservatore Romano, nonché docente presso la Sapienza di Roma.

Molti prelati non vogliono ascoltare queste cose, perché è più facile avere delle suore che interpretano dei ruoli sottomessi

Manifesto per le donne della Chiesa

Ma qualcosa si muove. Alcune donne di Chiesa hanno scritto il Manifesto per le donne della Chiesa. Questo primo importante scritto, prodotto solo qualche settimana fa in Italia, riporta delle specifiche richieste come il rispetto non solo della persona ma anche delle personali vocazioni e professionalità. Tre, inoltre, i criteri essenziali per far sì che queste suore e donne senz’altro coraggiose si mettano a disposizione della Chiesa:

– Assertività: non temiamo di proporre, di chiedere riconoscimento per ciò che facciamo e portiamo alla comunità

– Libertà: il nostro agire non è finalizzato a conquistare posti di prestigio e questo ci mette in condizioni di non ricattabilità

– Alleanza femminile: là dove siamo e tra noi scegliamo di essere alleate delle sorelle che incontriamo e soprattutto di non cadere nella rivalità tra donne per ottenere l’approvazione maschile.

Non ambiscono a posizioni di potere, e lo specificano nello scritto. E proprio per questo non sono ricattabili.

Marta Migliardi 




Stampa questo articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.