Primarie in New Hampshire: Bernie Sanders scuote i radicali e conquista la leadership

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Il democratico Bernie Sanders, 78 anni, è in corsa per le elezioni presidenziali, a questo punto è chiaro. Al secondo turno delle primarie, in New Hampshire, i consensi raggiungono il 26%.

Grandpa Bernie merita particolare attenzione, al contrario, forse, dei suoi colleghi. In apparenza tutti uniti in nome della sana competizione, atteggiamento tipicamente a stelle e strisce, seguono vigorose pacche sulle spalle e foto di gruppo, fino all’accensione della macchina del fango. Sanders, costantemente colpito dal fuoco incrociato, non ha mai cambiato forma e probabilmente la sua coerenza ha funzionato. Di sicuro il nemico pubblico rimane Donald Trump. Quando il presidente in carica non sferra attacchi via Twitter, il miliardario Michael Bloomberg e l’ex vice presidente Joe Biden, crollato nei sondaggi già prima del voto, e non perdono occasione per punzecchiare Sanders. Contro Trump i ranghi sono serrati, quando si tratta di primarie i toni cambiano molto, ogni candidato impone la sua visione, spesso trascurando la forma. Al contrario delle aspettative le risposte di Sanders sono sempre pacate, preferisce giocare sul terreno dei contenuti, abilmente. Già membro della Camera dei Rappresentanti e Senatore per lo Stato del Vermont, scarta la strategia della propaganda sterile e si alza le maniche davanti alle numerose e gravose sconfitte, ideologiche e politiche, subite dal partito democratico durante e dopo la presidenza di Obama. Dal 2017 ha iniziato a ricomporre l’elettorato democratico, il suo elettorato, dalle fondamenta. Ha agito indirettamente sulla visione del partito, in evidente crisi e senza una guida, organizzando congressi popolari e ascoltando i bisogni delle persone, sempre nuovi, sempre diversi.

È un momento molto caldo, il voto in New Hampshire non è stato ordinario, niente caucus come in Iowa, per intenderci. La scheda elettorale solitamente non prevede riserbo, non a caso Sanders riesce a mettere al sicuro la sua candidatura proprio grazie ai “piccoli” sostenitori, i cittadini. Nonostante i rivali siano tutti più giovani di lui non brillano, al contrario Sanders ritaglia il suo spazio con un programma utopico e fresco nei contenuti come nella comunicazione. Il socialismo verde o ecosocialismo inizia a macinare consensi fra i moderati e l’ala radicale dei democratici si presenta molto compatta, tanto da proclamare una rivoluzione politica, costruita sui contenuti di lungo periodo. Di sicuro Sanders raccoglierà crescenti consensi tra i democratici, molti sono delusi dall’esperienza Obama, il ferro è caldo e sarà sicuramente battuto. Di certo pensare di riunire i democratici sotto il baluardo del socialismo è utopia pura. Il fenomeno Bernie non è da sottovalutare, la sua astuzia sembra essere la sua forza e la consapevolezza che Trump possa essere messo all’angolo prende forma. Sanità e università gratis per tutti, applicando un metodo, sono sinonimo di utopia e di vittoria.

Antonio Bruno

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