Primo comandamento: non sudare

Fonte Immagine: nischint.com
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Volendo dare una definizione alla mamma di oggi, potremmo dire “di corsa”. È un’ equilibrista che si libra tra il lavoro e la palestra, i figli e il centro estetico, la cucina e il volontariato. Tutto deve essere perfetto, s’ intende. Ha grande cura nel preparare il ragù ma anche nell’ eseguire gli squat, così come nel far vedere i compiti a casa e nel sopportare qualche punturina di vitamine qui e lì sul viso che, si sa, aiuta. E la vedi con i figli di domenica al centro commerciale o all’Ikea (si fa la spesa, shopping e si mangia)mentre pranzano con con i cibi più improbabili: straccetti di salmone con panino, bibita alla spina e torta svedese a 7,97 euro, cosa vuoi di più?!




Ai bimbi l’ hot dog che a loro piace. E se piangono perché non ne possono più del rumore, delle file chilometriche, di star seduti, dell’ hot dog: ZAC! Ecco spuntare dalla borsa della mamma il cellulare. E via di giochini, ah, quelli educativi, ci mancherebbe.
E, intanto, li si imbocca, che quelli sono distratti, mangiano tutto e manco se ne accorgono. A fine pasto, i piccoli vorrebbero pure un po’ sgranchirsi, che tra carrello e seggiolone si sono loro incriccate le ossa. Mamma concede di scendere ed è subito tutta una sfilza di “Non correre che cadi e ti fai male”, “Non toccare nulla che ti sporchi”, “Non accarezzare il cane che potrebbe avere le pulci” “Non sudare!” (“Non sudare!”dovrebbe rientrare nei reati contro la persona). Mamma tira dalla borsa un flacone da due litri di amuchina e inizia a disinfettarli dalla testa ai piedi.
“Ok! Ok! Si va al parco, contenti?”
Lo sono. Eccome. Il prato, l’ aria aperta, altri bambini. Non sembra loro vero di poter rincorrere una palla, cadere, sbucciarsi le ginocchia, rialzarsi, continuare a tirare e fare pure goal. Ma mamma decide che è troppo, gli abiti si sono insozzati e occorre pure un cerotto. Poi sono sudati, molto sudati. “Crist***!! ti viene una bronchite e io non posso assentarmi al lavoro, e tu hai una voragine al ginocchio e domani ti porto dal pediatra”. A loro non importa, sono felici così, non ne vogliono sapere di andare. In un attimo si ritrovano in cintura sul sedile posteriore dell’ auto con i giochini al cellulare.
Ah, quelli educativi, ci mancherebbe.

 

 

Angela Criscuolo

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