Primo confronto televisivo Giachetti – Raggi

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Su Rai3, nel programma “In 1/2ora”, il primo confronto televisivo per i due candidati a sindaco di Roma, Roberto Giachetti e Virginia Raggi.

Alle 15, dopo il vivace confronto tra Fassino e Appendino, candidati a sindaco di Torino, lo studio di Lucia Annunziata ospita Roberto Giachetti (PD) e Virginia Raggi (M5S).

La prima domanda scalda l’ambiente: cosa pensano l’uno dell’altro i candidati? 

Giachetti
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Giachetti ritiene che Virginia Raggi sia sicuramente una persona ambiziosa (inteso nel senso buono del termine) e armata di tenacia e coraggio, altrimenti non si sarebbe candidata per un ruolo importante come quello di sindaco della Capitale. Tuttavia è preoccupato da suoi eventuali tentennamenti.

Virginia Raggi sostiene che Giachetti non sia una persona onesta in quanto nel 2014 dichiarò alla radio di non avere le qualità per ricoprire la carica di sindaco di Roma. E accusa il centro sinistra delle condizioni in cui verte Roma (evitando di nominare la giunta di Alemanno 2008/2013, probabilmente perché Alemanno ha assicurato il suo voto alla candidata del Movimento 5 stelle)

Giachetti ribatte che sì, all’epoca non pensava di candidarsi ma che Roma gli ha dato fiducia perché ha visto come ha amministrato (come Capo di gabinetto del Sindaco di Roma Francesco Rutelli n.d.r.).

La seconda domanda è quella sulle Olimpiadi: si chiede alla Raggi di chiarire la sua posizione.

Il 26 febbraio ha dichiarato che era totalmente contraria alle Olimpiadi di Roma, successivamente che “si sarebbe valutata l’opportunità della cosa” e ancora più tardi che il “No” alle Olimpiadi era un “No” tassativo.

Virginia Raggi ribatte dicendo che il suo è un “No, oggi. Le priorità di Roma sono altre e i cittadini non chiedono delle Olimpiadi, ma di quando passa l’autobus e perché l’autobus è in ritardo.”

Giachetti le chiede di essere più chiara, di prendere una posizione da comunicare ai suoi elettori. “Non esiste il ‘No oggi’, esiste un Sì o un No”.

Annunziata chiede a Giachetti se i cittadini chiedono delle Olimpiadi. “Assolutamente sì, ricordando quelle del 1960, probabilmente, e l’effetto straordinario che l’evento ebbe sulla città”.

Alla domanda se le Olimpiadi siano occasione di corruzione, Giachetti precisa che prima delle Olimpiadi del 2024, Roma ha 8 anni per rivalutare e fare manutenzione sulle strutture già esistenti, senza necessità di costruirne di altre.

La Raggi ribatte dicendo che le manutenzioni vanno fatte comunque.

Precisa in risposta Giachetti che le aree da rivalutare, (già nella proposta di candidatura valutata dal Cio), rimarranno alla città di Roma, indipendentemente dalle Olimpiadi.

Si cambia argomento e la Annunziata chiede quali sono gli strumenti per rivalutare Roma. 

Raggi incentra la risposta sulle società partecipate, tra cui Acea, con il Comune di Roma che è socio di maggioranza al 51% delle quote. Acea si arricchisce alle spalle dei cittadini e disperde 2/3 dell’acqua nelle tubature, rischiando di provocare disastri come quello del crollo del Lungarno a Firenze.

Giachetti risponde precisando che Acea contribuisce con i suoi utili alle entrate di Roma, essendo questa il socio di maggioranza. Inoltre, aggiunge di avere in mente un nuovo contratto con Acea per rendere Roma più illuminata, tanto per la sicurezza, quanto per il disagio dei cittadini più anziani di vivere in una città buia. Sulle altre partecipate come Ama e Atac, sostiene che una riorganizzazione sia necessaria e non impossibile. Già il direttore generale di Atac è cambiato e si sta muovendo in termini di efficienza. E’ importante approfondire anche il problema delle officine. L’Ama invece, sta ottimizzando i costi avendo acquistato direttamente i cassonetti invece che affittarli ad un prezzo più alto.

Raggi ritiene che le partecipate debbano rimanere pubbliche e accusa Giachetti di sostenere il contrario.

Giachetti sfida la Raggi a riportare la dichiarazione in cui avrebbe detto queste parole.

Si parla poi dei campi rom, tema caldo, caldissimo, per chi vive a Roma. Si devono chiudere, smantellare?

Giachetti spiega che non è il Comune a decidere quale strategia seguire, se chiudere o mantenere aperti i campi rom, poiché deve attenersi alle direttive UE. E’ l’Unione Europea infatti che gestisce i termini della questione. Bisogna procedere ad uno smantellamento graduale, garantendo assistenza ed istruzione a chi vive nei campi rom. Al contrario si deve fare con i centri sociali. Giachetti immagina una città che metta a disposizione degli spazi e che non costringa i propri cittadini ad occuparli abusivamente. “Non si può -dice- cancellare con una riga chi eroga un servizio alla città”.

Raggi dice che chi abita in un campo rom e fuori ha la Mercedes parcheggiata, deve andarsene dal campo -il quale va smantellato assolutamente- comprarsi o affittare una casa, trovandosi un lavoro, se in età giusta per farlo.

Infine, Annunziata chiede quale sarebbe la prima delibera da sindaco: 

Virginia Raggi parla del debito di 13 miliardi di euro che Roma ha accumulato e intende ricontrattarlo, ritenendo eccessivi gli interessi che la città si trovi a pagare.

Giachetti intende dimezzare il costo dell’abbonamento per i mezzi pubblici per gli over 65 e gli under 20, incentivare la lotta allo smog con 150 autobus non inquinanti e partire con un piano di risanamento del manto stradale circoscrizionale.

 

 

 

 

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