Arriva il primo test al mondo per il Papilloma virus acquistabile in farmacia

Un'invenzione tutta italiana

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Due ex allievi della scuola Normale di Pisa hanno appena messo a punto il primo test, disponibile in farmacia, per la diagnosi del Papilloma virus.

Il Papilloma virus (HPV) è un virus che si presenta, in forma patologica, solo negli esseri umani. Le infezioni da HPV sono enormemente diffuse tra la popolazione comune e si trasmettono, prevalentemente, per via sessuale. Nella stragrande maggioranza dei casi, però, queste infezioni non presentano grosse complicanze e tendono a scomparire col tempo. Il perdurare dell’infezione, però, può provocare gravi danni alla cute e alle mucose, che, se non trattate, possono rapidamente degenerare verso forme tumorali.

Per questo motivo la diagnosi dell’infezione dev’essere il più tempestiva possibile. Se scoperta e trattata in tempo, infatti, i rischi di degenerazione tumorale si riducono drasticamente. Il test di cui stiamo parlando tenta quindi di garantire una rapidità diagnostica straordinaria. Può essere acquistato in farmacia ed eseguito a casa, bypassando, in questo modo, la tendenza al ritardo, che tutti noi conosciamo, delle strutture ospedaliere.

A metterlo a punto sono stati Bruna Marini e Rudy Ippodrino, due ex studenti della Normale di Pisa che, dopo la laurea in biologia molecolare, hanno fondato una startup a Trieste, all’interno dell’Area Science Park. Una sorta di piccola Silicon Valley italiana incentrata sulla biomedica, i big data e l’intelligenza aumentata.

Le caratteristiche principali del test sono la non invasività e la facilità di esecuzione.

Questo test per la diagnosi del Papilloma virus è il primo al mondo direttamente acquistabile in farmacia. Si chiama Ladymed e non si limita a riconoscere la presenza dell’infezione. Esso, infatti, è anche in grado di genotipizzare il virus. Fornendo indicazioni precise sul ceppo presente nell’infezione. La famiglia del virus in questione conta infatti circa un centinaio di ceppi differenti, e la maggior parte di essi non provocano gravi danni per la salute della persona.





La capacità di genotipizzare il virus è dunque essenziale per comprendere, fino a subito, se ci troviamo davanti ad un effettivo rischio di degenerazione tumorale o se, invece,  abbiamo a che fare con forme infettive più “benigne” che potrebbero manifestarsi sotto forma dii verruche e piccole lesioni sulla cute. Lesioni che, una volta trattate, possono sparire senza lasciar traccia e, soprattutto, senza correre il rischio di causare ulteriori danni ben più gravi.

La creazione di questo test è un passo ulteriore verso ciò che viene chiamato “consumer genetics”

La consumer genetics, che al momento riscontra un grandissimo successo tra i consumatori, riguarda tutte quelle pratiche tendenti a bypassare il ruolo delle strutture ospedaliere, le cui tempistiche si dimostrano sempre più inadatte a soddisfare le urgenti esigenze della popolazione, in favore di una sorta di “fai da te” sempre più accurato e sicuro.

Non si parla, infatti, del tipico “fai da te” di stampo popolare, composto da rozze dicerie, rimedi della nonna e medici-santoni di dubbia professionalità. La consumer genetics è infatti spesso diffusa, garantita, controllata e certificata da medici e scienziati interni all’ambito medico tradizionale. Medici che, sempre più, si rendono consapevoli della necessità di agire tempestivamente e con rapidità.

Ecco quindi che si moltiplicano i test che, una volta acquistati in farmacia, possono essere eseguiti a casa. Per recarsi in ospedale solo dopo il responso, al fine di eseguire ulteriori controlli. Accanto a questa branca della consumer genetics si moltiplicano, sempre più, i siti internet che consentono di entrare in contatto diretto con gli “esperti“; per delle brevi consulenze o anche per l’esecuzione di esami del sangue o del DNA spesso eseguiti con la massima rapidità possibile.





In un mondo in cui il “fai da te“, in qualsiasi campo, diventa sempre più diffuso, la medicina sta decidendo di agevolare e guidare questa tendenza. Evitando in questo modo la formazione delle inevitabili “sacche d’ignoranza“, che si formano quando un certo numero di persone scelgono di agire in solitaria. Il miglior augurio che possiamo fare alla consumer genetics è dunque quello di riuscire, effettivamente, a tutorare e guidare una massa di consumatori le cui richieste, per il loro stesso bene, devono essere soddisfatte nel minor tempo possibile.

E per il futuro?

Tornando al Papilloma virus, i due inventori del test fanno sapere che non si fermeranno al risultato ottenuto. Il prossimo passo, infatti, mira alla realizzazione di test diagnostici molto simili ai glucometri. Ovvero gli apparecchi utilizzati per la misurazione della glicemia nei pazienti diabetici. Lo sviluppo di una simile tecnologia, infatti, potrebbe consentire una diagnosi immediata del Papilloma virus, così come di altre infezioni, garantendo, allo stesso tempo, un’invasività quasi nulla.

 

Andrea Pezzotta

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