Probabile voto anticipato in Lazio e Lombardia: la possibile data delle elezioni regionali

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Negli ultimi giorni si sta facendo sempre più pressante la ‘toto-data’ delle elezioni regionali che nel 2023 si terranno in quattro regioni: Lombardia, Lazio, Friuli Venezia Giulia e Molise. Stanno anche iniziando a circolare voci sulla possibilità del voto anticipato in alcune di queste regioni.

Si tratta del primo appuntamento alle urne dopo le elezioni politiche dello scorso 25 settembre, e sarà anche l’occasione per il neo Governo di testare il grado di soddisfazione degli italiani in questi pochi mesi di vita.

Nel frattempo sono già trapelati i nomi dei candidati, e sulla data delle elezioni le ipotesi al vaglio sembrerebbero portare in alcuni casi all’accorpamento con le amministrative e in altri casi al voto anticipato. In particolare, voci non ancora ufficiali parlano di quest’ultima possibilità con riguardo al Lazio e alla Lombardia, non senza ‘querelle’.

Le papabili date di voto

In Friuli Venezia Giulia e in Molise le elezioni regionali si terranno con ogni probabilità nella primavera inoltrata, rendendo sempre più papabile l’accorpamento con le elezioni amministrative.




Invece, per quanto riguarda il Lazio e la Lombardia sembra quasi certo il voto anticipato, prediligendo febbraio come mese in cui recarsi alle urne. In ballo sembrerebbero esserci le date del 5 febbraio o del 12 febbraio. Manca ancora però l’ufficialità.

La ‘querelle’ in Lombardia sulla modifica della legge elettorale

L’ipotesi di voto anticipato ha creato dissapori in Lombardia, soprattutto a causa della proposta di modifica della legge elettorale che vorrebbe l’attribuzione al governatore ancora in carica, Attilio Fontana, del potere di decisione della data del voto delle elezioni regionali lombarde, che fino a questo momento competeva al prefetto. Niente di nuovo se pensiamo che a questo ‘cambio di rotta’ si è arrivati già in quasi tutte le regioni italiane.

L’approvazione in Consiglio Regionale è prevista per lunedì 21 novembre, dopo lo slittamento causato dall’ostruzionismo esercitato dalla minoranza radicale che teme non venga lasciata la giusta tempistica di campagna elettorale.

In ogni caso va precisato che, qualora passasse la proposta di modifica, il potere del governatore verrebbe meno di fronte ad un eventuale decreto del ministero dell’Interno.

Occorre anche aggiungere che la calendarizzazione delle urne dovrà avvenire in un arco temporale non superiore ai 30 giorni antecedenti la scadenza naturale della legislatura e non oltre 60 giorni dopo la stessa, quindi da intendersi tra il 4 febbraio e il 6 maggio 2023.

Il centrodestra lombardo punterebbe comunque all’accorpamento con le regionali del Lazio, come già avvenuto nel 2018, con una data compresa tra la metà e la fine di febbraio.

Candidati alle elezioni regionali 2023

Per la Lombardia sembra che siano tre i candidati a concorrere per la carica di governatore: Letizia Moratti per il Terzo Polo, la ricandidatura di Attilio Fontana per il centrodestra e Pierfrancesco Majorino per il centrosinistra. Al momento non sembra invece essere stato raggiunto un accordo per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, che non ha ancora trovato un’alleanza con la coalizione del centrosinistra nè sembra aver trovato ancora un candidato che corra autonomamente alle regionali.

Per il Lazio si fa il nome di Alessio d’Amato per il PD, attuale assessore alla Sanità, con l’appoggio di Azione e Italia Viva. Il centrosinistra sta tentando di allargare la coalizione anche al Movimento 5 Stelle ma al momento non sembra esserci alcun accordo. Nessuna incertezza invece per quanto riguarda la coalizione del centrodestra, ma non si conosce ancora il nome del candidato. Tra i papabili che Fratelli d’Italia potrebbe mettere in campo circola il nome di Francesco Rocca, presidente della Croce rossa, Chiara Colosimo, fedelissima di Giorgia Meloni e segretaria d’Aula a Montecitorio, e infine Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera.

Più vaga invece la situazione per Molise e Friuli Venezia Giulia, visto anche che il range temporale più lungo. In Molise si parla della ricandidatura di Donato, mentre annaspa il centrosinistra che non sembra aver trovato ancora candidati. Per quanto riguarda il Friuli Venezia Giulia il centrodestra ricandida Massimiliano Fedriga, e il centrosinistra anche per le regionali friulane deve ancora decidere la coalizione e il nome del candidato.

I sondaggi, nelle quattro regioni in cui i cittadini saranno chiamati alle urne, sono discordanti, o forse è ancora presto per fare previsioni. Un piccolo vantaggio sembra però riscontrarsi verso le coalizioni di centrodestra.

Modalità di voto in Lazio e Lombardia

Nel Lazio e in Lombardia vige un meccanismo di voto proporzionale con attribuzione del premio di maggioranza, eleggendo 80 consiglieri in Lombardia e 50 nel Lazio.

Diverso è il premio di maggioranza:

  • nel Lazio alla coalizione del presidente eletto sono garantiti almeno il 60% dei seggi;
  • in Lombardia alla coalizione vincitrice sono garantiti almeno il 55% dei seggi se il Presidente eletto ha preso meno del 40% dei voti validi; se invece ha preso più del 40% i seggi garantiti sono il 60%.

In entrambe le regioni il presidente è eletto col maggior numero di voti ricevuti in ambito regionale, e non è previsto alcun ballottaggio. Gli elettori potranno esprimere voto di preferenza e potranno perfino esprimere voto disgiunto.

Sabrina Maestri

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