Professoressa legata e presa a calci: un mese di sospensione ai colpevoli

Il bullismo è un fenomeno sempre più diffuso nelle nostre scuole, ma negli ultimi tempi si è notato un incremento delle aggressioni non solo da parte di studenti su altri studenti, ma anche sugli insegnanti. L’ultima vittima è stata una professoressa legata e presa a calci.




Bullismo su una docente

L’aggressione è avvenuta ad Alessandria il mese scorso, i colpevoli sono gli alunni di una prima superiore (per proteggere la docente non è stato rivelato il nome della scuola). La professoressa legata e presa a calci ha un fisico fragile e difficoltà motorie, questo rende ancora più grave l’episodio di bullismo perpetrato ai suoi danni. Era un giorno come tanti, lei stava svolgendo la sua lezione, quando alcuni ragazzini l’hanno legata alla sedia della cattedra e poi hanno cominciato a prenderla a calci. Gli altri hanno ripreso la scena con i propri cellulari, perché atti del genere meritano anche di essere immortalati per poi vantarsene con i propri coetanei.




A salvare l’insegnante è stato un ragazzo maggiorenne che, accortosi di quanto stava avvenendo, è intervenuto e ha posto fine alla violenza. Il video però era già stato registrato e qualcuno l’ha pubblicato su Instagram, rendendolo noto a molti ragazzini. Il filmato è diventato famoso in città nel giro di poco tempo, ma poi lo hanno eliminato, nel frattempo la notiza della professoressa legata e presa a calci è giunta anche agli altri insegnanti della scuola e così gli studenti colpevoli dell’aggressione si sono beccati un mese di sospensione con obbligo di frequenza e in più dovranno dedicarsi alla pulizia dei cestini delle altre aule scolastiche dell’istituto quando c’è l’intervallo. Eppure diversi docenti ritengono inadeguato questo provvedimento, secondo loro ci sarebbero dovute essere pene molto più pesanti per i bulli.

«Una punizione per nulla esemplare, e un messaggio sbagliato agli studenti che rispettano la scuola e gli insegnanti».




La professoressa vittima di questa brutta aggressione non ha neanche sporto denuncia, insomma gli studenti-delinquenti la passeranno liscia per questa volta e non è giusto che sia così. La scuola non deve solo insegnare nozioni, teoremi e date storiche, la scuola deve anche formare i futuri membri della società e, se questo è il modo in cui ‘punisce’ un vigliacco atto di bullismo, che razza di esempio può mai dare agli adulti di domani? La morale della favola è: anche se ve la prendete contro qualcuno che ha deficit fisici e non si può difendere, nessunò vi denuncerà né tantomeno avrete gravi conseguenze, perciò fate ciò che vi pare. Bell’esempio educativo, altro che “buona scuola”.

Carmen Morello

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