Bergamo, arrestata professoressa che aveva rapporti sessuali con alunno 13enne

La donna è più grande del ragazzino di ben 26 anni

Fonte: www.ondarossa.info
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È finita agli arresti domiciliari una professoressa di 40 anni, insegnante in una scuola media di un paese in provincia di Bergamo. L’accusa è quella di aver avuto dei rapporti sessuali con un suo alunno, all’epoca dei fatti 13enne, ora 14enne.

Le indagini

Le indagini sono state avviate dopo l’arrivo di una segnalazione in Procura. Qualcuno dunque aveva notato qualcosa di strano e il rapporto tra i due non era solo il classico legame maestra-alunno. Dopo solo una settimana di pedinamenti e intercettazioni, gli inquirenti hanno trovato la conferma di quanto sospettato: studente e professoressa erano soliti appartarsi nella macchina di lei e il tutto era contornato da messaggi sul telefono che confermavano l’esistenza di una vera e propria relazione sentimentale.

La professoressa è ora ai domiciliari

Per la donna è stata richiesta la misura cautelare degli arresti domiciliari. La donna, madre di due figli, è stata arrestata nella sua casa, nella massima riservatezza, in modo da tutelare il minore. Come riportato da Repubblica, non si hanno infatti maggiori informazioni riguardo ai nomi dei due coinvolti in questa vicenda. Si sa solo che il fatto è avvenuto nella provincia di Bergamo.




Il rapporto era consenziente

Purtroppo non è la prima volta che si sentono notizie di questo tipo. Nel mese di gennaio ad esempio era venuta a galla la storia di abusi di un professore verso una ragazza di 15 anni, cui impartiva ripetizioni private. L’uomo si giustificò dicendo che non si trattava di abusi: lui era innamorato e lei era consenziente. Ma la legge italiana non considera affatto lecita una condotta del genere, neppure se realmente ci sia un consenso da parte della minorenne.

Anche in questo caso la donna, più grande del ragazzo di ben 26 anni, si è giustificata affermando di essere innamorata di lui: “Ci vogliamo bene, la nostra è stata una vera storia d’amore“. Questo è quanto ha detto a sua difesa, secondo un articolo di Blasting News. Nemmeno dai rilievi sarebbe emersa alcuna violenza fisica o costrizione da parte della donna.

Il fatto resta comunque gravissimo. La pena, prevista dall’art. 609bis del codice penale, intitolato “Violenza sessuale” è della reclusione da 5 a 10 anni. Anche se in questo caso non c’è stata violenza, il fatto rientra comunque nella fattispecie prevista dall’articolo 609quater, che incrimina gli atti sessuali con minorenne e li punisce con la stessa pena sopra detta. In particolare, è punito chi compie atti sessuali con un minore degli anni 14. Se si tratta di una persona cui il minore è affidato per ragioni di istruzione, questi è punito se il soggetto è minore degli anni 16. Se invece ha più di 16 anni, la reclusione va dai 3 ai 6 anni.

Rossella Micaletto

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