Progresso-Regresso, dal popolo per il popolo

"Progresso-Regresso" di Francesco Pupa
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Questa è la storia di un uomo e di una donna, di un bambino e di un anziano: è la storia di un popolo dal passato glorioso, dal presente disastroso e dal futuro inesistente

Debuttava lo scorso 2 aprile, lo spettacolo Progresso-Regresso, scritto, diretto e interpretato da Francesco Pupa, con produzione Teatro RossoSimona del maestro Lindo Nudo. L’attore, regista e autore crotonese che ha alle spalle molte esperienze in campo teatrale, non accenna minimamente a voler arrestare la sua corsa: lavora imperterrito alla ricerca del miglioramento personale e, per quanto possibile, territoriale. Francesco Pupa, è uno di quelli che vive della sua più grande passione in un territorio purtroppo povero di cultura e di voglia di progredire come quello calabrese.

“Progresso-Regresso” di Francesco Pupa

Lo spettacolo Progresso-Regresso, nasce dalla partecipazione a un concorso nel cosentino con la successiva vincita del premio Nonfermarti 2014. Da un primo monologo, l’attore inizia a strutturare l’opera studiando Crotone, la sua città natale, nel dettaglio tramite letture approfondite di volumi e tesi di laurea, interviste e semplici chiacchierate tra amici. La denuncia verso il male della società contemporanea, potrebbe risultare una tematica trita e ritrita, dai risvolti moralistici e dalla conclusione utopistica: potrebbe, se solo non fosse il racconto di un uomo innamorato della sua terra, aspirante al progresso e inferocito nei confronti di chi questo miglioramento lo ostacola.

Dal buio, si ode una voce che in dialetto crotonese dice: “Vi cuntu a storia i sa città, ca senza u sapir, ha diventat n’isola a metà”  (“Vi racconto la storia di questa città che, senza saperlo, è diventata un’isola a metà”). Il fulcro di tutto è racchiuso in una frase, così semplice eppure con così tanti spunti per la riflessione. Una metafora nuda e cruda, eppure  così vera: quella “isola a metà” è Crotone e più in generale la Calabria, collegata geograficamente con il resto del Paese, ma totalmente scollegata a causa dei servizi.

L’antica città crotoniate era un punto di incontro di notevole rilevanza, soprattutto grazie al suo fiorente porto: crocevia più importante della Calabria di ieri, unico rifornimento per le navi da Santa Maria di Leuca a Reggio Calabria di oggi. Tuttavia, il popolo crotonese non ha mai saputo gestire e sfruttare i suoi punti di forza. La voce del popolo onnipresente recita “Nam jucat u portu” (“Ci siamo giocati il porto”), e così il mare, unica risorsa di sempre, diviene l’unica speranza: l’America è lì, proprio laggiù. Costretti a emigrare a causa della mal gestione. Un unico filo tiene ancora legati i nuovi americani alla propria terra, il ricordo della bellezza di un tempo e la speranza del ritorno. Altra piaga crotonese raccontata dall’attore è la stazione, un tempo funzionante e ora ridotta a poco più di un vagone, pericoloso e ovviamente mal funzionante: c’è chi ha la freccia rossa e chi, sulle rotaie ci fa pascolare il gregge!

Con maestria Francesco ha poi commosso il pubblico con una storia che, purtroppo, è solo una delle tante. Un uomo è in auto sulla strada statale 106, sta guidando quando una luce lo travolge, poi il nulla. Il cadavere coperto da un lenzuolo è lì mentre la sua anima parla con San Cristoforo, protettore dei viaggiatori. Prima di morire aveva visto il mare, poi la campagna e poi ancora il mare. Molto toccante e realistica è la riproduzione del suono delle onde tramite il movimento di ciottoli in una cassetta: il mare è vita, è cibo, è lo stesso prodotto che raccoglie il contadino ogni giorno.

Da un momento così struggente, si passa poi a uno più goliardico, seppur tratto da una triste e amara realtà: l’aeroporto. Nel 1988, la proposta di una base NATO è stata accolta con gioia dalla popolazione che pensava a quanti benefici la città avrebbe goduto. Qualcuno, tuttavia, mormorava che il rumore provocato dai motori degli F-16 fosse assordante e che una base militare avrebbe aumentato il rischio bombardamenti. Altri sostenevano l’incredibile: i soldati americani avrebbero introdotto droga nel territorio! L’attore ha smorzato la tensione dando vita a una sorta di relazione con la compagnia Ryanair. È giunto il momento di una rivoluzione di piazza che possa risollevare le sorti della città: sì, ma subito dopo la partita!

Una scenografia minimalista come quella utilizzata, mette in luce ancor di più la bravura dell’attore. Progresso-Regresso verrà riproposto a Rende (Cs) presso il PTU, Teatro di Piazza Molicelle, 21 e 22 aprile alle ore 21:00 e a Crotone presso il Teatro della Maruca, 27 e 28 aprile alle ore 21:30.

Francesco Pupa parla di rivoluzione culturale, un progetto arduo ma non impossibile.

Maria Giovanna Campagna

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