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La propaganda fascista diventa reato: il “Sì” della Camera

Passa alla Camera il provvedimento che vuole trattare come reato la propaganda fascista. La legge Fiano ora aspetta il via libera del Senato

FONTE: atlalex.com
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La Camera ha approvato la legge contro la propaganda fascista, ora tocca al Senato.
Martedì 12 settembre il Parlamento si divide così sulla legge Fiano: 261 favorevoli, 122 contrari e 15 astenuti.



Il voto vuole l’inserimento nel codice penale dell’articolo 293-bis. Intende introdurre pene che prevedono la reclusione da sei mesi a due anni  per chi favorisca azioni di propaganda fascista e nazifascista. Bandite quindi le immagini fasciste o naziste, i saluti romani e la vendita di gadget raffiguranti i regimi di ideologie di estrema destra.

Una legge voluta dal deputato del Pd Emanuele Fiano, che chiarisce:

“non si intende colpire le opinioni, le idee, la ricerca storica e neppure quel folklore di cattivo gusto che spesso, intorno ai cascami del regime fascista, prospera”.

“…serve a mettere un freno ai rigurgiti neo fascisti e al ritorno dell’ideologia di estrema destra”.




Le polemiche

Tra 122 votanti contrari figurano Movimento 5 Stelle, Forza Italia, Lega, FdI e verdiniani.
Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia-AN, sostiene che questa norma voglia introdurre “la persecuzione della libertà di opinione“. Ostilità anche da parte di Forza Italia che chiede allora di allargare la legge anche al comunismo.
Da parte della Lega il “no” arriva attraverso Matteo Salvini:

“Un conto sono le minacce, gli insulti o l’istigazione al terrorismo, altra cosa sono le idee, belle o brutte, che si possono confutare ma non arrestare”.

Mentre i gruppi di destra criticano il contenuto del provvedimento, sostenendo che non si possa imporre a una persona come muoversi, il M5S motiva il proprio “no” sostenendo che la legge sia “inutile e sbagliata, solo pura demagogia. Tanto tempo perso che poteva essere dedicato alle vere priorità del paese“.



legge contro propaganda fascista
Il tweet del deputato M5S, Carlo Sibilia

Un dibattito che dura diverse ore, con toni molto accesi, tra chi riduce tutto alla paura del governo nei confronti di pura oggettistica, e chi sostiene l’urgenza di punire chiunque provi a infondere un messaggio violento. Le pene infatti aumentano di un terzo se il reato è commesso usando mezzi di diffusione di massa quali Internet e strumenti telematici.

“Una legge contro l’odio”

A rispondere alle polemiche è Walter Verini, del Pd, che dice:

“Non introduciamo un reato di opinione, né puniamo chi vende chincaglierie. Vogliamo solo punire chi fa propaganda con questi strumenti”.

La norma Fiano, approvata dalla Camera, estende la legge Scelba del 1952 e la Mancino del 1993, e prevede la contemplazione della punizione anche di gesti individuali.

Ora si attende di sapere se la legge supererà anche l’ostacolo del Senato.

Iolanda Verri

 

 

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