Prostituzione e traffico clandestino: solo la legalizzazione può salvarci

Come può la legalizzazione cambiare qualcosa?

2

Il mestiere più antico del mondo. La prostituzione è un fenomeno che accompagna l’umanità da ormai molto tempo. L’UNICEF ha stimato che, globalmente, più di 1 milione di persone fanno parte di questa realtà. La prostituzione nel mondo è regolamentata giuridicamente in modo estremamente variegato. Diversi paesi attuano una legalizzazione completa mentre alcuni la reprimono per mezzo della pena di morte. Caso particolare merita il Giappone dove la prostituzione vaginale è illegale mentre le altre pratiche sono perfettamente legali.

Il fiorente mercato clandestino della prostituzione italiana

 

Nelle strade italiane ci sono circa 25.000 donne extracomunitarie di varia provenienza. Un dato sconcertante è l’ascesa della prostituzione minorile dove sempre più ragazzine vengono sfruttate. Le notizie che girano riguardo al racket sono a dir poco agghiaccianti. Ormai, quasi tutti i giorni circolano sul web testimonianze delle povere vittime riguardo alla loro “iniziazione“. Alcune straniere raccontano di essere state adescate da propri connazionali con la promessa di nuove opportunità. Altre testimonianze esprimono a pieno la crudeltà subita attraverso il sequestro di persona e la prigionia. I malfattori vedono nell’immigrazione clandestina una ghiotta opportunità che non può essere ignorata. Tutto questo ha un impatto significato riguardo la vivibilità di molti paesi. Martoriati dall’escalation di attività criminali e traffici molto sospetti, sempre più paesi vanno incontro ad un degrado sociale cronico.

La proposta di legalizzazione di Vincenzo Parisi

A seguito dell’ennesimo controllo fatto a Catania (martedì scorso) dove ci sono stati diversi arresti, il presidente della commissione al bilancio esprime rabbia e sconcerto

Perché allora non legalizzare la prostituzione anche ai piedi dell’Etna come già avviene in molti paesi europei? Le ragazze sono sottoposte a rigidi controlli e pagano le tasse. Milioni di euro di contributi che finiscono nelle casse dello stato e non in quelle della criminalità.

Ormai è evidente che la prostituzione non è un fenomeno che può essere cancellato come per incanto. Quello che si può fare però, è cambiare la prostituzione stessa rendendola più sicura e decorosa.

 

L’analisi di Amnesty international

A convalidare la tesi riguardo i vantaggi della depenalizzazione, Amnesty International esprime sinteticamente l’importanza del concetto di sicurezza. Riconoscendo i problemi derivanti dal sesso clandestino(come le malattie sessualmente trasmissibili), si stima che una depenalizzazione e una successiva regolamentazione vera e propria possa portare la situazione a livelli molto più apprezzabili.

 

In attesa di futuri aggiornamenti (possibilmente buoni).

 

MARCO GALLETTI

 

 

 

2 Comments
  1. Francostars says

    Ma la prostituzione in Italia è già tassata; questo ai sensi dell’articolo 36 comma 34bis della Legge 248/2006, come chiarificato dalla Cassazione con le Sentenze n. 10578/2011, 18030/2013, 7206/2016, 15596/2016 e 22413/2016. Il Codice relativo è 96.09.09 “Altre attività di servizio per la persona non classificabili altrove”.
    Cosa aspettano i sex workers ad aprire la partita IVA e pagare le tasse in merito?

  2. norightsnotax says

    Francostars i sex workers non sono così rintronati da voler pagare le tasse ad uno stato che proibisce di lavorare in un bordello, che manda le pattuglie a multare i clienti, che ti fa la posta sotto casa per non farti lavorare perché i vicini si lamentano, e alla fine ti sequestra tutto ma vuole anche che gli paghi la tangente sotto forma di tasse per darti indietro cosa? Rotture di palle e basta. Prima diritti, abrogazione della legge merlin, possibilità di lavorare senza le guardie a disturbare e poi, eventualmente, tasse.

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Continuando a navigare sul sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi