L’unione di mente e corpo: ecco il sistema PNEI (PsicoNeuroEndocrinoImmunologia)

"Mens sana in corpore sano", ma è vero anche il contrario

Scoperto negli anni ’80, resta ancora per molti aspetti un mistero.

Fonte: studioyume.it
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All’inizio degli anni ’80 furono effettuate importanti scoperte che hanno rivoluzionato il mondo dell’immunologia e della Medicina in generale. Gli scienziati Blelloch e Basedowski hanno gettato le basi per quello che sarebbe stato in seguito identificato come il sistema PNEI, l’unione di psicologia, neurologia, endocrinologia e immunologia.




Da sempre la dottrina scientifica considera l’organismo umano come somma di più sistemi o apparati: l’apparato cardiovascolare, il sistema nervoso, il sistema immunitario, l’apparato osteoarticolare, ecc. Ognuno di questi è a loro volta formato da un determinato tipo di tessuto, il quale è formato da un certo tipo di cellula che produce un determinato tipo di sostanza. Per esempio:

  • il sistema nervoso è formato da neuroni che secernono esclusivamente neurotrasmettitori;
  • l’apparato endocrino è formato da cellule endocrine che secernono esclusivamente ormoni;
  • il sistema immunitario è formato da globuli bianchi (come i linfociti) che secernono citochine.

Con la scoperta del sistema PNEI, Blelloch e Basedowski capirono che questo è falso, o per lo meno che rappresenta solo una parte del tutto.

sistema PNEI
Fonte: visioneolistica.it

Cos’è il sistema PNEI?

Il sistema PNEI (Psiconeuroendocrinoimmunologia) è un sistema omeostatico integrato:

  • omeostatico” perchè mantiene l’omeostasi dell’organismo, ovvero l’equilibrio, la stabilità;
  • integrato” perchè nasce dall’integrazione di più sistemi: nervoso, immunitario, endocrino.

Con sistema PNEI si intende quindi un network, una connessione tra questi sistemi che siamo soliti immaginare come isolati, autonomi. La sua nascita si deve ad una scoperta dei due scienziati sopra citati: il linfocita (cellula immunitaria) è capace di secernere non solo citochine, ma anche ormoni e neurotrasmettitori, ed è inoltre capace di rispondere a questo tipo di stimoli. Ulteriori studi hanno poi chiarito come questo accada anche per altri tipi di cellule, che quindi non secernono un “tipo esclusivo di sostanza”. Tutto questo si può tradurre in un concetto importantissimo: ad un determinato stimolo l’organismo può rispondere con uno stimolo che deriva dal sistema PNEI. Vediamo qualche esempio.




Quali sono le risposte del sistema PNEI?

Capita spesso durante il ciclo mestruale che ad alcune ragazze spuntino uno o più brufoli in un determinato punto, costantemente. Questo è un esempio di integrazione tra due sistemi; ad uno stimolo ormonale (il ciclo mestruale) il corpo risponde con uno stimolo immunitario (il brufolo appunto). Altri esempi di integrazioni tra sistemi sono:

  • alcune citochine dette interleuchine (stimolo immunitario) sono capaci di ridurre i livelli di beta-endorfine, neuromodulatori implicati nel controllo dell’umore (risposta psicologica);
  • sempre le modificazioni ormonali durante il ciclo mestruale sono capaci di ridurre i livelli di serotonina, la famosa “molecola della felicità”;
  • l’IGF1, un ormone della crescita, è capace di ridurre i livelli di TNFalfa, una citochina responsabile di danno cellulare e implicato anche nella tumorigenesi.

La principale risposta del sistema PNEI è verso lo stress: tale risposta avviene a più livelli, con aumento dei picchi di cortisolo (ormone dello stress), modifiche del tono dell’umore e diminuzione della risposta immunitaria.

Il futuro del sistema PNEI

Benché teorizzato più di trent’anni fa, il concetto di sistema PNEI è stato spesso lasciato a prendere polvere in un angolo. Questo per due motivi principali: da un lato la medicina è restia alla sua considerazione, dall’altro non vi sono delle vere e proprie strategie terapeutiche che hanno come razionale il sistema PNEI. Oggi viene spesso utilizzato come spiegazione delle medicine olistiche, della medicina tradizionale cinese o della pratica dello yoga.

Non bisogna però lasciarsi ingannare: le grandi patologie sono ancora ben lontane dall’essere curate con la meditazione.

Marco Giglia

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