Qualcuno era complottista

Immagine Copertina: fasaleaks.it
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Nessuno vuol vedere complotti dappertutto, tranne forse quelli che asseriscono che la terra è piatta o che Elvis è vivo e vegeto e sta in qualche paese tropicale a godersi la pensione, sia chiaro. Quelli troverebbero un complotto pure nei sistematici ritardi dei treni F.S. o nel fatto che i carabinieri su 365 giorni all’anno ti fermano per magia solo il giorno dopo che ti è scaduta l’assicurazione e stai aspettando che ti arrivi per posta quella nuova.
Che pure se hai 15 giorni di copertura e per la legge dovresti essere a posto, comunque, mentre controllano la cosa al terminale, ti senti colpevole come se avessi il cadavere del Papa nel cofano, ammettiamolo…
Dicevo, nessuno vuol esserlo per forza, ma inevitabilmente, ciclicamente succede lo stesso di soffermarci su questa parola.
Ma cos’è un complotto?

“È un losco intrigo rivolto a danni di enti o persone.
(Wikipedia)

Ecco, una volta detto questo, posso arrivare a ciò di cui vorrei parlare, il “complotto calcistico”.
A qualsiasi essere umano si chieda a cosa faccia pensare il termine “complotto calcistico”, questo ti risponderà con il nome di una squadra, che non dirò per educazione ma che tutti conoscono.
A meno che il tuo sport preferito non sia la pesca sportiva e tu viva in un eremo sulle montagne del Nepal senza radio, tv e internet.
Ma in quel caso non leggeresti nemmeno sta cosa, per cui non sto parlando con te.
Per i restanti abitanti del pianeta, avete capito di chi sto parlando.

Ebbene, è vero?

Cioè, questi vincono perché esiste un sistema occulto, fatto di interessi economici, tra sponsorizzazioni e scambi di favori, oppure perché sono molto più forti degli altri?
Il discorso è ampio e di non facile lettura, siamo onesti.
Se lo chiedessi ai sostenitori o simpatizzanti degli accusati, questi ti risponderebbero che queste cose non esistono; che sono discorsi da bar; che è solo invidia o inesattezze storiche e che una squadra che vince così tanto è normale che provochi rosicamenti, accusando gli stessi accusatori di complotto per quando sono finiti in B per illecito. Che manco a dirlo era frutto di ipotesi e non di prove concrete! Rosiconi maledetti!
Di contro, chi li accusa, porta come prova centinaia, negli anni, di favori arbitrali al momento opportuno, indagini e sentenze della Procura e il fatto, anomalo a dir loro, che in Europa questa squadra così blasonata in terra natale, non riesca a vincere, malgrado faraoniche campagne acquisti, dimostrando che lì il loro potere non attecchisce.
Cioè, negli ultimi 25 anni sono andati vicino diverse volte alla vittoria e una volta l’hanno pure fatto, ma c’è tuttora il sospetto del doping…quindi i detrattori non possono che confermare le loro accuse.
Tesi contrastanti quindi, che dividono il tifo in due fazioni opposte, i tifosi e gli anti, entrambi agguerriti sulle proprie posizioni con scambi misti di Vaffa e improperi.
Le istituzioni sportive, costrette dal popolo a fare luce sulla vicenda, dopo diverse indagini, hanno deciso di coniare il termine “Sudditanza psicologica”, che sottilmente, dice tutto e non dice niente.
Come per tutti i famosi processi nostrani, senza ovviamente la loro triste importanza.
Solo sudditanza psicologica quindi, per la serie: non è normale che abbiano tutti questi favori, ma è indipendente dalla loro volontà.
Gli arbitri, quando vedono quella maglia, hanno l’irrefrenabile impulso di favorirli, soggiogati dalla loro potenza.
Nessun dolo quindi, solo errori umani, mossi da umana e educata referenza.

Questo è il fatto, che vi piaccia o no.

Nessun complotto come Gladio, il Watergate o la più datata congiura dei Pazzi… mi spiace per i complottisti di professione, qui non c’è nulla e chi dice il contrario è in mala fede.

Sono solo i folli deliri di qualche rosicone.

Gli arbitri, si sa, sono la scusa dei perdenti(cit.).

Mmmm…non lo so…pure Giulio Cesare non aveva il minimo sospetto che gliela stessero tirando e invece, alla fine:

Tu quoque Brute, fili mi.

 

Vincenzo De Lillo

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