Quale futuro per Alitalia?

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Il recente insediamento del nuovo Governo chiude 3 mesi di profonda incertezza politica.

Il tema del futuro di Alitalia, da più di un anno in commissariamento straordinario e bloccata da un bando di vendita imposto dalla compagine governativa uscita sonoramente battuta dalle ultime elezioni, non può aspettare oltre.

Il Presidente del Consiglio Conte, al Ministro dello Sviluppo Economico e del Lavoro Di Maio e a quello dei Trasporti Toninelli devono urgentemente fissare un incontro con l’obiettivo di aprire da subito la discussione sul progetto del futuro della Compagnia. Futuro nel quale il ruolo pubblico è ormai decisivo per costruire le condizioni del rilancio e dell’occupazione senza più rincorrere svendite al peggior offerente.

Il tema della governance aziendale è di competenza del Ministero dello Sviluppo Economico come pure la verifica delle capacità necessarie per il definitivo cambio di rotta nella massima trasparenza, anche alla luce degli emendamenti approvati al Senato su Alitalia, ma sopratutto devono essere chiari gli obiettivi ed il rilancio industriali.

Andrebbero affrontati, quindi, necessari e urgenti incontri con lo scopo di affrontare i temi che sono sul tappeto, a partire da quello dell’occupazione e delle prospettive future di tutti i 12.000 dipendenti e le loro famiglie.  Alcune dichiarazioni sono apertamente in discontinuità con il passato, ma è alla prova dei fatti che si potrà valutare se si è aperta davvero una nuova fase della travagliata storia della compagnia.

Il tempo non è una variabile indipendente: occorre farsi trovare pronti per evitare di disperdere il piccolo vantaggio accumulato in questi mesi, dalle follie della gestione di Etihad ad oggi. Sono stati i lavoratori ad aprire una nuova fase con il loro coraggio nel rifiutare l’accordo capestro di aprile e resistendo per un anno ai tentativi ossessivi di Calenda di svendere l’azienda a Lufthansa.

Adesso è il tempo di voltare definitivamente pagina. I lavoratori non possono aspettare oltre.

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