Quando basta pagare per non essere più considerati stalker

Lo stalker era stato denunciato per “atti persecutori”poiché negli scorsi mesi ha seguito la 24enne sino a casa sua o del fidanzato.

La sentenza ha scatenato l’accesa reazione di numerosi avvocati, del presidente della Commissione Giustizia della Camera e di alcuni deputati politici.

Fonte: Lifescript.com
0

Il nuovo istituto inerente la giustizia riparativa è in vigore da poco tempo ma è già al centro di numerose politiche. Infatti una delle sue prime applicazioni ha spinto il presidente della Commissione Giustizia della Camera ad intervenire in prima persona.

L’episodio in esame ha visto un uomo essere assolto dal reato di stalking visto che il giudice ha ritenuto congrua la cifra di 1500 euro, proposta dallo stalker, per risarcire la vittima dei due mesi di persecuzioni.




Secondo Donatella Ferranti, presidente della Commissione Giustizia, la decisione presa dal giudice ha: “tradito lo spirito della legge. Stiamo valutando in accordo tra Camera, Senato e Governo se togliere lo stalking dalla giustizia riparativa“.

Inoltre la Ferranti chiarisce anche come la vittima debba essere sentita, anche se la legge non le conferisce potere di veto perché “le sue ragioni vanno prese in considerazione anche nella sentenza, cosa che è del tutto mancata nel provvedimento torinese”.

L’episodio in esame vede Daniele Simone, denunciato per “atti persecutori” (artic. 612 bis) poiché negli scorsi mesi ha seguito, senza sosta, una 24enne tanto da spingersi a importunarla fino a casa del fidanzato o a casa della ragazza stessa.




Da questi precedenti è nata anche la decisione di rinviarlo a giudizio ma durante l’udienza del rito abbreviato è avvenuto l’impensabile. L’imputato ha proposto un risarcimento di 1500 euro, somma che è stata, comprensibilmente, rifiutata dalla vittima.

Peccato che il gup Rosanna La Rosa ha ritenuto congrua la somma e ha difatti “obbligato” la ragazza ad accettarla, ordinando di versare la somma su un libretto di deposito intestato alla 24enne, chiarendo come risulti estino il reato grazie alle condotte riparatorie.

Accusa pesante e che si sofferma sui probabili risvolti deleteri della sentenza, è quella rivolta dalla senatrice Dem, Laura Puppato: “Sottende disprezzo per ‘la’ donna, sottodimensiona in modo assurdo il danno da vero torturatore cui l’aveva sottoposta lo stalker, rovinandole la vita per un lungo periodo”.

La categoria degli avvocati ha fermamente criticato la scelta del Gup perché mostra una generale “tendenza” di alcuni magistrati a ribassare le pene o condanne, limitando l’intervento sanzionatorio a una liquidazione dei danni.




Nei fatti si è concretizzato un pericoloso precedente che supporta, a livello giuridico, la visione denigratoria e discriminante che è stata data della donna.

Ma soprattutto chi lavora nel settore giuridico lamenta come, questa sentenza, svaluti lo scopo della giustizia riparativa ovvero supportare solo l’imputato che si mostra desideroso di riparare ai suoi sbagli e che manifesti la volontà di reinserisi nella società.

Dorotea Di Grazia

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi