Quando le trasmissioni del gruppo Fininvest cancellarono la legge Mammì

Ecco come il gruppo Fininvest di Berlusconi riusci ad arginare la legge sulle telecomunicazioni, cosiddetta Mammì, con l’aiuto di Craxi.


Come se fosse ieri, anni ’80 legge sulle telecomunicazioni, cosiddetta Mammì, dal nome del ministro Oscar Mammì, finisce l’era delle radio e TV private selvagge, chi c’è c’è, chi non c’è e vorrebbe esserci può comprare frequenze o emittenti.

Berlusconi non c’era, compra emittenti e frequenze fino ad ottenere tre network nazionali… fa il furbo e trasmette in diretta, ma non si può, la legge non lo consente, o meglio non si può trasmettere in diretta fuori dal territorio regionale.


Alcuni pretori oscurano le trasmissioni del gruppo Fininvest, Liguria per prima, Berlusconi non ci sta, vola a Londra dal suo amico Bettino Craxi, in quel momento Presidente del consiglio e chiede un decreto ad hoc per sbloccare la situazione, ottenuto: si può trasmettere con un piccolo ritardo rispetto alla sede di partenza, praticamente tutto ciò che si trasmetteva da Milano, si replicava, con sofisticati sistemi tecnici, poco dopo su tutto il territorio nazionale.


Fatta la legge, il legislatore trova l’inganno, un bel regalo per l’amico Silvio.
La chiamavano libertà d’impresa, ma valeva solo se avevi agganci molto in alto, uno strano concetto del termine libertà.
Quando parliamo di politici della prima repubblica, della loro migliore qualità, cerchiamo di precisare sempre, perché i danni diretti ed indiretti, vedi Berlusconismo ad esempio, restano e si pagano ancora.

 

Nello Balzano

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