Quelli dei nostri figli non sono scarabocchi

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Nonostante l’ascesa tecnologica anche nel mondo dei più piccoli, tutti i bambini utilizzano il classico disegno in modo naturale per esprimere a pieno se stessi: le tracce lasciate dalla matita sui fogli non sono scarabocchi, rivelano lati della personalità dei bambini che non trapelano dalle parole e dalle azioni, rivelandone così i contenuti più veritieri e profondi.


Non sono scarabocchi Ultima VoceDa questo nasce il mio libro “Non sono scarabocchi” edito Mondadori, dall’osservazione di bambini in diverse scuole dell’infanzia che mi portò a notare come bastasse una matita in mano perché i piccoli iniziassero a riempire fogli su fogli di colori e tracce informi. Così dalla voglia di osservarli e studiarli per trarre da essi alcuni elementi significativi che potessero servire non solo alle educatrici, ma anche ai genitori, nacque lo stimolo a mettermi di buona lena a scrivere quello che sarebbe diventato un trattato sullo scarabocchio dell’infante, un best seller in Germania e oggi anche in Italia, che è stato tradotto in più lingue.

Le tracce lasciate sul foglio forniscono elementi d’interpretazione sulle emozioni, i sentimenti e il comportamento. Comprendere ciò significa avere in mano la “ricetta” per evitare il più possibile errori educativi in una fase della crescita così difficile. Mentre osservavo le forme e le sagome sui fogli, notavo come alcuni bambini prediligevano utilizzare il gesto curvo, altri quello angoloso, come alcuni premessero molto sul foglio, altri meno, come l’occupazione dello spazio e l’utilizzo dei fogli fosse diverso in ogni bimbo.

Il gesto curvo appartiene al bimbo gioioso, disponibile, allegro e avido, mentre chi disegna con gesti angolosi è un bimbo vivace e attivo, con punte di reattività. Chi pigia poco sul foglio segnala una forte sensibilità, facilità al pianto e sete d’affetto e di conferme.

Sappiamo oggi che lo scarabocchio è una forma primitiva di grafismo che costituisce un terreno utile per un’indagine psicologica precoce, diventando un vero e proprio test di conoscenza obiettiva della natura dei piccoli a partire già dai 12/16 mesi d’età.

 

Dott.ssa Evi Crotti

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