Quotazione sull’acqua: l’oro blu debutta a Wall Street

Per la prima volta nella storia una quotazione sull’acqua alla borsa di Wall Street. Ma i future sull’oro blu destano preoccupazioni

La quotazione sull’acqua in borsa

L’oro blu acquista sempre più valore. L’acqua, infatti, è stata quotata per la prima volta in borsa andandosi ad aggiungere ad altre importanti materie prime come il petrolio e l’oro. Sarà ora possibile scommettere sulla futura disponibilità di acqua in California, il più grande mercato agricolo degli USA e quinta potenza economica mondiale. La quotazione sull’acqua è stata resa possibile da Cme Group che, in collaborazione con Nasdaq, ha lanciato il primo future al mondo sulla risorsa idrica. I future sono contratti che permettono una facile negoziazione in borsa e sanciscono l’impegno ad acquistare, in futuro, a un prezzo prefissato nell’oggi. Secondo la società questo aiuterebbe aziende agricole, imprese e municipalità a proteggersi dai rischi di un eventuale carenza improvvisa della risorsa.

L’intento sembra nobile, ma la quotazione sull’acqua preoccupa perché, in questo modo, verrà influenzata dall’andamento del mercato finanziario. Il primo a lanciare l’allarme è stato Frederick Kaufman, professore alla Graduate School of Journalism della City University of New York. Secondo il professore i mercati finanziari oggi sono un sistema che va a vantaggio delle banche di investimento, che li controllano tramite derivati finanziari, aumentando i prezzi dei beni.
L’acqua, dunque, sarà soggetta a speculazioni finanziare che non si fermeranno alla sola California. L’intento della borsa, infatti, è di andare oltre il mercato californiano: il Cme spera che il future diventi un benchmark, una sorta di termometro che segnali il livello di allarme sull’acqua nel mondo.

Scarsità d’acqua

La scarsità di acqua è certamente una delle maggiori sfide con cui le comunità e gli individui di tutto il mondo oggi devono confrontarsi (Tim McCourt, Cme)

La quotazione sull’acqua evidenzia le preoccupazioni legate alla sua crescente scarsità nel mondo. Non è infatti un mistero che l’acqua, bene primario, sia soggetta ai rischi derivanti da cambiamenti climatici e inquinamento. Le crisi idriche, nonostante la percezione generale, riguardano tutto il mondo e non solo i Paesi in via di sviluppo come si tende a pensare, e secondo alcune previsioni la situazione peggiorerà. Si stima, infatti, che entro il 2025 due terzi della popolazione mondiale potrebbe soffrire di importanti carenze idriche.

A contribuire alla scarsità idrica incorrono altre cause quali la crescente difficoltà di montagne e ghiacciai di trattenere l’acqua; ma anche fattori legati a una cattiva gestione da parte del settore primario, delle industrie e del consumo umano quotidiano. Tutti questi elementi fanno sì che l’acqua sia ormai un bene prezioso, non solo perché indispensabile alla vita, ma soprattutto per la sua rarità.
E proprio questa rarità, al pari di altre risorse preziose come oro e petrolio, ha indotto Wall Street a renderla quotabile in borsa.




I future

Non stupisce che i future sull’acqua siano stati lanciati proprio in California. Lo Stato americano, infatti, sta conoscendo sul suo suolo una grande scarsità dell’oro blu, a causa di incendi devastanti e siccità, intervallati da brevi periodi di forti piogge. In California la maggior parte dell’acqua è usata per le coltivazioni le più redditizie delle quali -mandorle e pistacchio- richiedono grandi irrigazioni del suolo. Ma nei periodi di scarsità delle fonti, come sta accadendo in California, gli agricoltori sono costretti a comprare l’acqua da terzi, determinando così un innalzamento del prezzo di mercato. Questi scambi avvenivano, fino ad ora, con poche regolamentazioni e controlli, senza alcuna sicurezza. L’idea è che ora tutto questo sarà possibile farlo con maggiore controllo grazie ai future, strumenti introdotti proprio per avere una maggiore sicurezza contro le fluttuazioni di prezzo. Il future, come detto, permette di scambiare un bene futuro ad un prezzo fissato oggi.

Nella maggior parte dei casi i future non si concludono con la consegna fisica del bene sottostante, infatti gli operatori preferiscono “chiudere” le posizioni aperte rivendendo un contratto future precedentemente acquistato o acquistando il contratto future precedentemente venduto

Michael Burry tra gli investitori

Tra gli investitori interessati alla quotazione sull’acqua troviamo in testa Michael Burry, famoso per aver investito contro i mutui subprime edilizi, in quella che si è rivelata tra le più gravi crisi economiche mondiali. Da anni Burry ha iniziato ad interessarsi al settore idrico.
In realtà, come accennato all’inizio, la tutela è solo per chi deciderà di scambiare ora i future a Wall Street, ad esempio le industrie agricole; ma gli acquirenti sono disparati e non tutti interessati a ad accumularla per usi commerciali come l’agricoltura. Qualora decidessero di vendere, dunque, sarebbero portati a speculare secondo il valore di mercato dell’acqua al momento della vendita. Una previsione più che probabile, dal momento che il valore dell’acqua è destinato non solo a salire ma, secondo alcuni, a superare quello del petrolio.

Acqua bene comune

L’accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico sanitari fa parte dei diritti umani e fondamentali. A stabilirlo, l’Assemblea delle Nazioni Unite il 28 luglio 2010. Secondo Frederick Kaufman, da anni Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale fanno pressione affinché gli Stati privatizzino le loro risorse. Se già la privatizzazione dell’acqua -presente comunque in alcuni Paesi- fa discutere, la possibilità che qualcuno si arricchisca con questo bene di prima necessità non è tra le migliori prospettive

Gli speculatori possono già scommettere su neve, vento e pioggia attraverso contratti futures legati alle condizioni meteorologiche acquistati e venduti sul Chicago Mercantile Exchange. Il valore di mercato delle condizioni meteorologiche è cresciuto del 20% dal 2010 al 2011. Madre Natura è diventata per Wall Street la madre di tutti i casinò (Frederick Kaufman)

Secondo lo studioso americano con la quotazione sull’acqua i banchieri potranno scommettere su catastrofi ambientali e crisi idriche in qualsiasi parte del mondo e trarne profitto. Anche se molti ecologisti reputano la mossa dei future una buona soluzione al problema della scarsità d’acqua, Kaufman si mostra più cauto e dubbioso. Per lui il problema idrico non può essere risolto affidando l’acqua a uno dei meccanismi più instabili del mercato finanziario: i titoli derivati.
La mancanza d’acqua non è fine a se stessa: essa scatena guerre per l’approvvigionamento e porta a migrazioni. I problemi sono plurimi e, come sempre, collegati.
Inserire un bene così importante nelle reti del mercato finanziario può essere pericoloso e andare a discapito del consumatore e dei Paesi maggiormente colpiti dalle crisi idriche.

 

Marianna Nusca

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