Africani aggrediti e colpevoli di non aver fatto nulla

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Per gli africani aggrediti la responsabilità penale non è personale, come per noi bianchi. Per loro la responsabilità penale è etnica.


Nella notte tra venerdì e sabato, a Brindisi, un 30enne originario del Ghana è stato aggredito da una “ronda” composta da due tizi, mentre a piedi rientrava a casa da lavoro. Lo hanno chiamato, gli hanno chiesto di avvicinarsi, lui lo ha fatto. Una volta a tiro i due hanno tirato fuori delle spranghe e hanno iniziato a massacrarlo.

Urlavano “Uccidilo, uccidilo” mentre picchiavano l’uomo disarmato. “Uccidilo”. Elija K, questo il suo nome, racconta a Brindisi Report di essere riuscito a scappare e a chiamare la polizia. Ha la spalla rotta e 30 giorni di prognosi.

Poco dopo, o poco prima, un altro ragazzo del Senegal ha subito la stessa sorte. Nel suo caso i coraggiosi tutori della razza erano in cinque. Cinque contro uno. Anche per lui 30 giorni di prognosi.

Nella stessa notte, una terza aggressione. Stando a quanto riporta Brindisi Report  i coraggiosi e per niente vigliacchi patrioti si sono fermati solo perché un passante ha minacciato di chiamare la polizia.

Questi ragazzi africani aggrediti non sono accusati di nulla. Non hanno fatto nulla. Meriterebbero se non il silenzio, almeno la solidarietà che si deve a chiunque venga aggredito senza aver fatto niente di male.

E invece i commentatori dicono che non bisogna difenderli perché magari qualcosa di male l’hanno fatta. “Come fai a sapere che sono innocenti?” scrive una donna. Come per dire che se sei nero e vieni picchiato, sei tu a dover dimostrare di non aver fatto niente di male. Fino ad allora chi ti ha aggredito ha ragione.

E poi un altro: “Fatto bene!”. Un altro: “Devono sparire questi finti immigrati dalle nostre città”. Un’altra: “Si meritano di peggio”. Un altro: “Hanno fatto bene!”. Un altro: “Era ora”. Un altro: “Peggio si meritano così non molestano più le bambine che tornano da scuola”.

Perché è ovvio che loro molestano bambine. Sono neri. Non sappiamo nemmeno che faccia abbiano o quale siano i loro nomi. Ma gli autori di quei commenti non hanno dubbi. Perché sono neri. Quindi stuprano. Uccidono. Rubano. Sono neri. A prescindere. Per loro la responsabilità penale non è personale, come per noi bianchi. Per loro la responsabilità penale è etnica. Ogni nero deve pagare per le presunte colpe degli altri neri. E devono essere puniti. In maniera esemplare.

 

Emilio Mola

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