L’Algeria interrompe le relazioni diplomatiche con il Marocco

L’ Algeria ha interrotto ufficialmente i rapporti diplomatici con il Marocco. L’ annuncio è arrivato il 24 agosto da parte del ministro degli Esteri algerino Ramtane Lamamra. I dissidi tra i due paesi nordafricani vanno avanti da anni e si erano intensificati negli ultimi mesi.

La decisione dell’Algeria di interrompere le relazioni diplomatiche con il Marocco era probabilmente l’epilogo inevitabile a una serie di tensioni che coinvolgono i due paesi da settimane. Ma i rapporti tra Algeri e Rabat sono sempre stati complicati.

Le questioni che oppongono i due paesi confinanti sono molteplici e complesse. Con quest’ultima misura non solo si riducono le speranze di una risoluzione dei conflitti, ma si accentuano anche le probabilità di accrescere l’instabilità dell’intera regione.




Fin dagli anni ’60 (dopo il raggiungimento dell’indipendenza) Marocco e Algeria hanno avuto relazioni turbolente. Nel 1963 si contrapposero nella “guerra delle sabbie” per accaparrarsi il controllo delle zone di Bechar e Tindouf. Le tensioni sono proseguite nei decenni successivi fino a portare alla chiusura delle frontiere nel 1994.

La questione del Sahara occidentale

Un’altra questione duratura è legata alla regione del Sahara Occidentale, un’ ex-colonia spagnola su cui il Marocco rivendica la propria sovranità, nonostante da decenni i sahrawi si battano per l’autodeterminazione. Nel 1976, in risposta all’annessione marocchina di una parte di questa regione, il Fronte Polisario proclamò la Repubblica Democratica Araba dei Sahrawi (SADR). Il Fronte Polisario è un gruppo costituitosi nel 1973 in successione al Movimento di Liberazione del Sahara, represso dal regime franchista.

Dal 1975 il Fronte Polisario si era stabilito a Tindouf, in Algeria, pur continuando un’azione di guerriglia per liberare il Sahara Occidentale fino al 1991 quando venne firmato il cessate il fuoco. Ciononostante le ostilità non sono mai del tutto terminate. Oggi il Fronte Polisario controlla una porzione desertica e quasi disabitata del territorio a Est del muro costruito dal Marocco. E i saharawi continuano a chiedere l’indipendenza e un referendum sull’autodeterminazione del proprio popolo.

Agli occhi del Marocco l’Algeria si è resa colpevole di accogliere e sostenere un gruppo che mina la sovranità marocchina e la sua sicurezza interna. Nel novembre dello scorso anno si sono registrati scontri a fuoco tra gli indipendentisti sahrawi e l’esercito marocchino, riaccendendo le tensioni tra le due fazioni.

La normalizzazione dei rapporti tra Marocco e Israele

A gettare ulteriore benzina sul fuoco è arrivata, nel dicembre 2020, la partecipazione del Marocco agli Accordi di Abramo. Si tratta di una serie di accordi promossi dall’ex-presidente USA Donald Trump per favorire il riconoscimento di Israele da parte di alcuni paesi arabi.

Per il Marocco si è trattato di un grande successo diplomatico perché, grazie a questo accordo, gli USA si sono impegnati a riconoscere la sovranità di Rabat sul Sahara Occidentale (diventando il primo paese a farlo).

L’Algeria ha fortemente criticato questo accordo e accusa il Marocco di aver svenduto la causa palestinese in nome dei propri interessi. Un altro punto conflittuale sollevato da Lamamra riguarda lo status di osservatore all’interno dell’Unione Africana che il Marocco vorrebbe concedere a Israele. L’Algeria, ha affermato il ministro, continuerà ad opporsi fermamente a tale progetto.

Le accuse di Algeri

Durante la sua conferenza stampa il ministro Lamamra ha parlato di “atti ostili” mai cessati da parte del Marocco verso l’Algeria. Tra le diverse accuse c’è quella relativa ad un’ondata di incendi che ha causato la morte di circa 90 persone. Secondo Algeri la responsabilità di questi incendi è da ricondursi all’attività di gruppi definiti terroristi nel maggio scorso: Rashad e MAK. Il secondo è un movimento separatista a maggioranza berbera della regione di Cabilia che, sempre secondo Algeri, riceverebbe il sostegno di paesi stranieri tra cui il Marocco.

Accuse già avanzate il 19 agosto dal presidente algerino Abdelmajid Tebboune, il quale ha anche affermato che l’Algeria avrebbe rivalutato le relazioni con Rabat, come infatti è avvenuto. Il governo marocchino ha respinto le accuse “false e assurde” e ha espresso rammarico per una decisione ritenuta “ingiustificata”. Ciononostante i consolati di entrambi i paesi resteranno aperti e proseguiranno le proprie attività.

Le conseguenze della crisi tra Algeria e Marocco ricadranno sui sahrawi

Gli attivisti sahrawi hanno espresso il timore che in seguito all’interruzione dei rapporti tra Algeria e Marocco quest’ultimo inasprirà la repressione nei loro confronti. Secondo Nazha el-Khalidi, giornalista e attivista per i diritti umani, si tratta di una dinamica nota. «Il Marocco punisce il popolo Sahrawi ogni volta che le sue relazioni con l’Algeria o con qualsiasi altro paese si fanno tese». Le previsioni di ripercussioni su una popolazione che già affronta regolarmente repressione, arresti e abusi sono più che verosimili.

La condizione dei sahrawi si è aggravata in seguito al riconoscimento da parte degli USA della sovranità marocchina sul Sahara occidentale. Gli attivisti parlano di una crescente militarizzazione della zona e di un costante controllo da parte delle forze dell’ordine.

Secondo Mahmoud Lemaadel, un attivista della città di Laayoune, l’accusa di fedeltà all’Algeria sarà usata come ulteriore pretesto di repressione nei confronti degli abitanti del Sahara occidentale da parte del Marocco.

 

Giulia Della Michelina

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