Rapporto UNICEF preoccupante: l’istruzione non è uguale per tutti

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Per la Giornata Mondiale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, ecco il rapporto UNICEF riguardo l’istruzione dei bambini in tutto il mondo.

Il rapporto UNICEF pubblicato recentemente sul sito ufficiale, si intitola Rights denied: The impact of discrimination on children e mostra tristemente che ci sono ancora differenze enormi riguardo alle condizioni di vita dei bambini nel mondo. L’analisi prende in considerazione ben 22 Paesi e ci mostra come alcuni bambini siano enormemente svantaggiati rispetto ad altri da molteplici punti di vista, anche da quello dell’apprendimento. Dal testo, appare evidente come i bambini appartenenti ad etnie considerate minoritarie ed emarginate, abbiano delle competenze di livello inferiore.

Sotto ogni punto di vista, la discriminazione e l’esclusione sono due armi pericolosissime. Sottraggono ai bambini la possibilità di avere un futuro e incrementano la possibilità di povertà. La discriminazione razziale inoltre è la principale causa di traumi nella vita di molti bambini. Nel rapporto si citano alcune indagini che hanno mostrato come la discriminazione subita durante l’infanzia può provocare una serie di effetti negativi sulla salute del bambino. Ad esempio, l’accumulo di stress nel tempo ha la capacità di produrre una serie di effetti sulla salute mentale del bambino.

Sono oltre 27 milioni i bambini che quotidianamente rischiano di morire a causa di inondazioni, incidenti o gravi malattie e che hanno come conseguenza la mancanza di acqua, la malnutrizione, ma anche l’interruzione dell’istruzione. Nel rapporto UNICEF vengono posti alcuni interrogativi ai bambini. Si chiede ad esempio quali possono essere le cause della discriminazione a determinati gruppi etnici. La maggior parte dei bambini intervistati in età scolare ha affermato che l’età è la causa principale di discriminazione. Al contrario, alcuni ragazzi di età maggiore, provenienti dall’Asia orientale, dal Pacifico e dal Medio Oriente e Nord Africa hanno dichiarato che secondo loro le cause possibili di discriminazione possono essere il paese di origine, l’istruzione o il livello di reddito. Tristemente si legge anche che gli studenti neri hanno una probabilità quattro volte maggiore di ricevere sospensioni fuori dalla scuola rispetto agli studenti bianchi negli Stati Uniti.

Il caso dei bambini rom

I rom nel mondo sono circa 12 milioni. Eppure continuano ad essere una delle minoranze etniche maggiormente bersagliate e discriminate. Anche i bambini devono sopportare tutto questo e quelli rom sono tra i più emarginati del mondo. Questo triste fattore comporta diverse conseguenze tra cui: minor probabilità di frequentare la scuola, possibilità di essere iscritti in classi miste, minor probabilità di completare le scuole, minore possibilità di acquisire competenze fondamentali per la loro età.




Dal rapporto emerge che, ad esempio, il 6-20% dei bambini in età scolare non frequenta già più la scuola.  Un dato decisamente preoccupante se pensiamo che la media nazionale di abbandono è circa del 1-3%. Inoltre, più del 20% dei bambini negli insediamenti rom sono completamente esclusi dall’istruzione scolastica in Kosovo, Montenegro e Macedonia del Nord.

Rapporto UNICEF: istruzione discriminata

Uno degli aspetti più preoccupanti emerso dal rapporto UNICEF è legato all’istruzione nel mondo. Già da una prima lettura, l’analisi rivela come i gruppi minoritari etno-linguistici e religiosi vengano associati a minori livelli di abilità di lettura di base. Al contrario, i più avvantaggiati hanno più del doppio delle probabilità di avere capacità di lettura superiori rispetto al gruppo di minoranza.

Moltissimi sono i paesi presi in esame in cui permangono grandi disparità rispetto alle capacità di lettura di base. Ad esempio, in Sierra Leone, il 27% degli studenti Fula, quindi appartenenti al quarto gruppo etnico principale della Sierra Leone, di età compresa tra 7 e 14 anni, hanno capacità di lettura di base, mentre il numero scende drasticamente al 6% per il gruppo etnico di Koranko.

Vivere in determinati luoghi del mondo è una condanna, ancora, nel 2022. Ma non è giusto e saremo qui a dar voce a tutte queste ingiustizie finché ce ne sarà bisogno. L’interiorizzazione di commenti negativi e discriminatori può portare facilmente ad ottenere problemi mentali ma anche scarsi risultati accademici. Non deve quindi stupirci sentire che la discriminazione e l’abbandono scolastico uccidono, proprio come la fame e la guerra. Dal rapporto UNICEF leggiamo :

Tutti i bambini di tutto il mondo hanno diritto a un’infanzia con dignità, rispetto e valore. Il diritto a un’infanzia libera dalla discriminazione e dall’esclusione è fondamentale per il benessere dei bambini e per l’accesso ai servizi necessari per sopravvivere e crescere bene. Eppure il razzismo e la discriminazione contro i bambini in base alla loro nazionalità, etnia, lingua, religione e altri motivi sono diffusi nei paesi di tutto il mondo. Il razzismo e la discriminazione sistemici e istituzionali impediscono ai bambini di accedere ai diritti e li mettono a rischio di una vita di privazioni.

Giulia Sofia Fabiani

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