Razzismo contro studenti bianchi, Trump apre un’inchiesta

Al centro del mirino le procedure che sostengono la diversificazione razziale in ambito universitario

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Il presidente americano, Donald Trump, ha intenzione di aprire un’ indagine contro le università americane per episodi di discriminazione contro i bianchi così da favorire le minoranze. Questo è quanto svela il New York Times, rifacendosi a un documento interno alla White House che da tempo circola negli uffici del Dipartimento per i diritti civili del ministero della Giustizia.

In questi fogli si fa riferimento alla “discriminazione deliberata basata sulla razza” che evidenzia l’obiettivo della presidenza di colpire quelle università che vanno a discriminare i bianchi per favorire l’accesso delle categorie più svantaggiate.

Al centro del mirino del tycoon vi sono le procedure che sostengono la diversificazione razziale in ambito universitario e le politiche per sostenere i principi di uguaglianza razziale, adottate dai vari college e università: sostenendo l’accesso delle minoranze, si dà vita a un sistema d’ammissione che crea delle disparità e ad avere la peggio sarebbero gli studenti bianchi.




Le cosiddette “politiche positive” sono utili per rimediare alle ripercussioni negative generate dalle discriminazioni, riservando alcune quote ai gruppi solitamente più svantaggiati. La disparità, nei programmi di ammissione, deriverebbe dal conferire un vantaggio proprio a questi soggetti rispetto ad altri con punteggi superiori o uguali.

Si tratta di un ulteriore passo per promuovere la deriva conservatrice del Paese e la conseguente involuzione culturale visto che questa politica intende colpire i ragazzi ispanici e di colore. Come sempre, Trump dimostra di prediligere le azioni e i progetti politici che mirano a indebolire e marginalizzare i soggetti appartenenti alle fasce più deboli.

Non è tardata ad arrivare la reazione dell’opinione pubblica, dove sui vari social si è ironizzato molto sull’idea di discriminazione del Presidente, e delle associazioni che tutelano i diritti e le pari opportunità. Tra le più forti vi è sicuramente quella di Dan Losen, avvocato a capo del centro dei Diritti umani all’università di Los Angeles, che ha dichiarato: “Questo è un ulteriore esempio di come l’Amministrazione stia disintegrando il dipartimento di Giustizia. Cosa ci potevamo aspettare da un presidente che fa affermazioni apertamente intolleranti nei confronti dei giudici messicano-statunitensi, delle donne e impone un bando in base al credo religioso?”.

L’integralismo della proposta emerge prepotentemente quando si attenziona il soggetto scelto per occuparsi dell’inchiesta ovvero il dipartimento Diritti i civili, dove i funzionari sono di nomina politica e non pubblici. In questo modo l’imparzialità e il rispetto delle diverse culture diventano un miraggio e si lascia spazio solo all’autoritarismo.

                                                                                                                                                Dorotea Di Grazia

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