La furia razzista dilaga ancora sui campi di calcio

Insulti e botte al giovane attaccante senegalese durante un match in provincia di Ancona

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Verrebbe quasi da dire che ormai siamo abituati a sentir parlare di furia razzista, che sia nei i campi di calcio o tra i banchi di scuola. E diciamolo pure. Ma alla gravità del fatto, a quella no, non ci si deve abituare. Parlarne come scriverne, rientra nella deontologia giornalistica. Si, ma è anche e soprattutto un dovere umano per chi ha il privilegio di poter usare una ‘penna pubblica’.
Fonte: quotidiano.it

Tanti i teatri di episodi di razzismo nel mondo del calcio. Stavolta è accaduto nelle Marche, a Filottrano, comune della provincia di Ancona. Il rettangolo verde del campo sportivo secondario del San Giobbe, ha ospitato il discusso match di campionato di Terza Categoria del girone C. Nel mirino un attaccante senegalese di soli 20 anni, Ndiaga Sow, dell’Europa Calcio Costabianca. Il ragazzo, per tutta la durata della partita, è stato vittima di botte e insulti a sfondo razzista da parte dei giocatori della squadra avversaria, l’Atletico 2008, sotto gli occhi dell’arbitro.

“Abbiamo cercato di non reagire fisicamente alle provocazioni ma adesso vogliamo giustizia

Queste le parole del Presidente della squadra lesa, Fabio Palazzo. Lo stesso afferma in una dichiarazione che il loro tecnico, Moreno Sampaoli, è stato costretto a chiamare in panchina il ragazzo preso d’assalto fisicamente e verbalmente, perché era in lacrime e non riusciva più a giocare. Il Presidente si è subito rivolto alla Fgci per chiedere giustizia e per far si che certe cose non succedano più.

“Mi hanno detto negro devi bruciare”

Così si sfoga amareggiato il ventenne che ha reagito verbalmente agli insulti e quando si è avvicinato agli avversari per chiedere scusa è stato attaccato e picchiato. Quel che sconcerta è la reazione dei dirigenti dell’Atletico 2008, i quali non solo non hanno redarguito il comportamento inappropriato dei loro giocatori ma hanno persino condiviso e alimentato gli insulti, dalla panchina e fuori. La società calcistica, ora sotto accusa, ha negato tutto e addirittura minaccia di sporgere querela.

La recidività dell’onda razzista non ha nessuna intenzione di calmarsi. Quello che crea preoccupazione, è il rischio che se ne smetta di parlare per assuefazione. E poi ci sono alcuni giornali e spazi di cronaca che invece continuano, ogni giorno, nonostante il rischio di ridondanza, a parlare di razzismo. Ultima Voce  è anche questo. Quel senso di libertà di espressione che si avverte sulla pelle, il consenso alla denuncia, fra le righe, delle ingiustizie. Tutto questo, mi ricorda perchè sono così orgogliosa di farne parte.

                                                                                                                                          Claudia Marciano

 

 

1 Comment
  1. Livio says

    Finché ci sarà bassa scolarizzazione ci saranno persone che ragionano male ..il razzismo è solo il pensiero di un politico ignorante che frustrato viene adulato appunto da chi non ha studiato …così tanto per la cronaca hitler e mussolini erano ignoranti adulati e …razzisti

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