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Reazioni avverse, decessi e danni da vaccino: ecco i dati reali

Se si parla di reazioni avverse, i no-vax e gli indecisi-vax urlano alla mancata chiarezza. Dall’altra parte i vaccinati e i medici rispondono che non esiste vaccino senza rischi. Se questi danni da vaccino ci sono, allora quali sono? Diamo uno sguardo ai dati tra caos e cattiva informazione.

EFFETTI AVVERSI E REAZIONI AVVERSE

Possiamo riassumere con uno schema gli effetti e le reazioni avverse e gli eventi avversi:

  • reazioni avverse: risposte nocive inaspettate causate direttamente dal vaccino;
  • eventi avversi: episodi negativi che si verificano dopo la somministrazione di un vaccino ma non per forza causati da esso.

–> La differenza sta nella correlazione tra il malanno, o il decesso, e il vaccino; insomma, bisogna chiedersi: “qual è la causa?”.

Esistono poi gli effetti collaterali, ovvero episodi non intenzionali e non per forza nocivi dovuti ad un vaccino e osservati in un gran numero di persone. Per capire cosa abbiamo di fronte bisogna osservare e registrare ogni caso sospetto, per quanto banale. Di questo se ne occupa la farmacosorveglianza: un sistema aperto e dinamico che ci permette, anzi ci chiede, di segnalare all’Aifa qualsiasi fatto strano ci sia accaduto dopo la vaccinazione. Saranno poi i medici e i biologi dell’Oms a decifrare l’evento in base a quanto tempo è passato, se ci sono altre possibili spiegazioni, se c’è una reale possibilità biologica per considerare quel collegamento e la frequenza dell’evento, tutto questo viene analizzato non solo tra persone vaccinate, ma anche tra quelle non vaccinate o che hanno preso farmaci.

I casi sospetti fino ad oggi

Su poco più di 76 milioni e mezzo di dosi inoculate, sono stati segnalati 91mila casi sospetti di reazioni avverse. Il vaccino maggiormente segnalato è il Comirnaty-Pfizer ma è anche quello più somministrato; infatti, riguarda il 71% dei vaccinati quindi pare anche logico. A fronte di un pari numero di vaccinati maschi e femmine, le sospette reazioni avverse sono avvenute di più nelle donne, il 72% contro il 27% degli uomini, e nella fascia di età 40-49 anni per la prima dose e 30-39 anni per la seconda dose. Questi valori sono pressoché uguali in tutta Europa. Il 47% dei vaccinati ha avuto reazioni avverse nell’arco delle prime 24 ore.
A questo punto si può tranquillizzare: l’86% dei casi sospetti segnalato riguarda in realtà eventi poco o molto poco gravi; il 70% di questi casi era già completamente guarito o in via di guarigione durante la segnalazione. Le reazioni avverse poco gravi al vaccino fanno riferimento ai sintomi influenzali e gastrointestinali di natura transitoria già conosciuti.

Reazioni avverse gravi verificate

Il 13% dei casi sospetti di reazioni avverse riguardava eventi gravi.
Passati al setaccio dall’Oms, meno della metà sono stati considerati correlabili al vaccino: il 42% pari a 3mila casi ogni 100mila.
Sul 13% delle reazioni avverse totali però: il 7% non ha richiesto alcun effettivo intervento sanitario, il 4% ha richiesto invece l’ospedalizzazione; lo 0,6% ha comportato invalidità momentanea. Più della metà (il 56%) di chi ha subito una reazione avversa grave invece risulta già guarito al momento della segnalazione.
Il decesso è stato segnalato come caso sospetto di reazione avversa al vaccino in 555 casi totali. Tuttavia, di questi casi sospetti solo 14 morti sono state confermate come correlate al vaccino.  L’età media dei soggetti deceduti è 76 anni e sempre vi è stata presenza di condizioni pluripatologiche precedenti. Il decesso è avvenuto tra le due ore e i 133 giorni successivi al vaccino.
In sintesi la morte riguarda lo 0,2% casi per milione di vaccinati. Non si conoscono invece casi di shock anafilattico o allergie al vaccino anti-covid.

Di chi è la responsabilità?

Dopo i dati sui casi sospetti, la grande battaglia è sulla responsabilità.
Seppure poche, le persone colpite da reazioni avverse gravi sono comunque importanti e hanno una voce: chi si prende la responsabilità e chi paga i danni?
Lo Stato. È proprio semplice così.
Il consenso informato non permette allo Stato di lavarsene le mani ma soddisfa solo il diritto/dovere costituzionale di ciascuno di firmare per sapere cosa sta facendo: in sostanza se firmi vuol dire che nessuno ti sta puntando una pistola alla tempia. Tutto qui.
La Corte Costituzionale già nel 2017 si espresse proprio in merito ai danni da vaccino influenzale, andando ad ampliare la legge 210/1992 affermando che non si può escludere dal risarcimento chi si è avvalso di vaccinazione facoltativa.
In pratica, se un vaccino è raccomandato dallo Stato perché utile alla comunità, allora è lo Stato, la comunità stessa, che ti risarcirà, se subisci danni proprio a causa di quel vaccino. E questo vale sempre, dal Green Pass ad un eventuale obbligo vaccinale.
La solidarietà sociale è un dovere costituzionale, una strada a due corsie, che riguarda sia lo Stato sia i cittadini, dove ognuno deve fare la sua parte.
Bisognerebbe non scordarlo mai.

Alice Porta

Alice Porta

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