La Mummia vara il Dark Universe, ma non convince…

Fonte: Craveonline.com
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Se il Dark Universe mira a replicare il grande successo ottenuto dalla Marvel con la saga degli “Avengers”, la strada è lunga, il percorso tortuoso e pieno di insidie. Se aggiungiamo un primo film non del tutto convincente, né per gli addetti ai lavori né per il grande pubblico, allora vuol dire che siamo davvero partiti molto male. Se la critica americana sta stroncando La Mummia d’altronde un motivo ci sarà. Anche noi siamo andati a vedere l’ultimo film con protagonista Tom Cruise, uscito nelle sale la scorsa settimana. E il giudizio rasenta a malapena la sufficienza.

“La Mummia” è uno dei mostri della Universal, personaggi cinematografici americani, molto popolari a cavallo tra le due guerre mondiali. Le trasposizioni a loro dedicate sono numerose. Le più famose sono quelle dedicate al mostro di Frankenstein, Dracula, l’Uomo Lupo e appunto, La Mummia.

La prima pellicola dedicata al mostro “egiziano” risale al 1932, quando in America uscì nelle sale “The Mummy” di Karl Freund, ispirato dalla leggenda che, negli anni venti, ruotava attorno alla scoperta della tomba del faraone Tutankhamon. Da questa pellicola venne tratto il remake del 1999, con Brandon Fraser protagonista e una storia a metà fra la pellicola del 32 ed un’avventura in stile Indiana Jones.

Era davvero il caso di rispolverare La Mummia ? A questa domanda non si può rispondere senza tener conto del progetto della Universal: creare un universo condiviso di mostri, in pieno stile Marvel Cinematic Universe.

la mummia
Fonte: DigitalSpy

Partendo da una singola pellicola, produrne altre nel corso degli anni, ognuna dedicata a un singolo personaggio (Dracula, Frankenstein, l’Uomo Lupo, il Fantasma dell’Opera, il Gobbo di Notre Dame).

D’altronde siamo nell’epoca degli “universi condivisi”.  Da quando ha iniziato la Marvel nel 2008, riunendo tutti i supereroi dei fumetti, quella dell’universo condiviso è divenuta una regola a cui sottostare, imposta a registi, attori e grande pubblico, dagli studios cinematografici hollywoodiani.





Tornado alla Mummia del 2017 la regia è stata affidata ad Alex Kurtzman, grande amico del produttore cinematografico Roberto Orci, che a fine 2013 ha lanciato il progetto “Dark Universe”. Kurtzman alla regia non ha grandissima esperienza, ma in questo film non ha deluso le aspettative, offrendo notevoli inquadrature . I difetti di questo film semmai riguardano la sceneggiatura di David Koepp, autore di grandissimi successi hollywoodiani (Jurassic Park, Mission Impossible, La Guerra dei mondi), davvero fiocca se paragonata a quella del film del 99, diretto e sceneggiato da Stephen Sommers. I dialoghi tra il main actor, Tom Cruise (un ricercatore di antichità) ed il resto del cast, non sprizzano d’originalità. Inoltre le loro scelte che dipanano la trama sembrano spesso assurde e prive di senso.

La storia è nota ed è quella che si tramanda di film in film. Tom Cruise invece di lavorare per l’esercito se ne va in giro per l’antica Mesopotamia a caccia di reperti archeologici. In una di queste ricerche si imbatte nella tomba di una principessa egizia, ma le iscrizioni geroglifiche incise su di essa non gli bastano a evitare di profanarla, scatenando un’antica maledizione. Il tutto ovviamente ambientato nel presente, per conferire alla pellicola un’aurea di contemporaneità e attirare il pubblico dei più giovani. Nel corso delle sue avventure sarà affiancato dalla bella di turno, l’attrice Annabelle Wallis, distante anni luce dal fascino di Rachel Weisz (La Mummia 1999) e si imbatterà persino in Dottor Jeckill e Mr Hyde, un altro dei protagonisti del “Dark Universe”, che con ogni probabilità si ripresenterà in una delle prossime pellicole dedicate ai mostri della Universal.




Sono gli espedienti narrativi (i soliti, di cui oramai siamo stufi) il tallone di Achille del film. Per quanto Kurtzman cerchi di trarre il meglio dai suoi attori, Tom Cruise è demotivato e fuori ruolo. Sebbene abbiamo girato la solita scena “pericolosissima”, perché priva di controfigure, sembra più Ethan Hunt di Mission Impossible che un profanatore di tombe. La musica di Brian Tyler è la solita trama (sembra che i compositori siano costretti a usare gli stessi motivi quando si tratta di “blockbuster”), ma fa il suo dovere. Ottima la fotografia, splendidi gli effetti speciali, capaci di immergerti sino in fono nelle antichità egizie. Peccato per una mummia davvero poco affascinante, tolta la bellezza di Sofia Boutella. L’Imhotep del 1999 aveva ben altro carisma.

La strada intrapresa dalla Universal è irta di ostacoli. Come dimostrato dal “La Mummia”, si tratta di storie trite e ritrite, e riproposte solo per renderle note anche alle nuove generazioni. Speriamo che miti come Dracula e Frankenstein vengano trattati meglio nelle prossime pellicole. Dovrebbero essere le future mosse del Dark Universe (La moglie di Frankenstein è in lavorazione e dovrebbe uscire nel Febbraio 2019)



Salvatore Rizzo

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