“Reddito di cittadinanza a soli italiani”

E' quanto dichiarato dal Vice Ministro Luigi Di Maio dopo le parole di Giovanni Tria.

Presa di posizione che fa sorridere Matteo Salvini, molto meno il presidente del CNEL Tiziano Treu.

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Reddito di cittadinanza – Nelle ultime 24 ore è polemica tra i rappresentanti del governo riguardo uno dei punti cardine sottoscritti nel “contratto del governo per il cambiamento”.

A scatenare per primo un botta e risposta a suon di dichiarazioni è stato il Ministro dell’Economia e delle Finanze Giovanni Tria, che, a proposito del reddito di cittadinanza, ha dichiarato che il sussidio andrebbe pure nelle tasche degli stranieri, come del resto prevedeva lo stesso Movimento 5 Stelle:

L’iniziativa legislativa individuava uno schema di reddito minimo per i cittadini italiani o degli Stati membri dell’Ue residenti in Italia. I cittadini di Paesi terzi potevano invece avere accesso al beneficio nel caso in cui i Paesi di origine avessero sottoscritto convenzioni bilaterali di sicurezza sociale con l’Italia.

A spegnere l’incendio ci pensa il leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, che, durante un’intervista rilasciata a Radio Anch’Io, smentisce le dichiarazioni fatte dal suo Ministro dell’Economia:

Abbiamo corretto la proposta di legge iniziale sul reddito di cittadinanza anni fa: è singolare che torni in auge una proposta di legge che non prevedeva ancora la platea per l’assegnazione del reddito, ma è chiaro che è impossibile, con i flussi immigratori irregolari, non restringere la platea e assegnare il reddito di cittadinanza ai cittadini italiani.




Dichiarazione, quella del Ministro del Lavoro Di Maio, che trova favorevole l’altro firmatario del contratto di governo, il leader della Lega e Ministro dell’Interno Matteo Salvini:

Abbiamo accolto con grande piacere la proposta che il reddito di cittadinanza sia limitato ai cittadini italiani. Di regalare soldi ad altri non ne avevamo proprio voglia.

Di diverso avviso invece Tiziano Treu, presidente del CNEL ed ex Ministro del Lavoro e dei Trasporti nei precedenti governi Dini, Prodi e D’Alema tra il 1995 e il 1999, spiegando che la Corte europea di Giustizia si è pronunciata più volte su prestazioni simili ribadendo l’estensione anche agli stranieri con permesso di lungo soggiorno:

E’ inaccettabile, secondo il diritto europeo, che una prestazione assistenziale come il reddito di cittadinanza possa essere data solo agli italiani.

Ci si domanda infatti che ne sarà dei milioni di stranieri presenti in Italia sotto la soglia di povertà: tutti stimati dallo stesso Di Maio nei 5 milioni di persone che percepiranno il sussidio. Ed, inoltre, il reddito di cittadinanza, così come lo stanno pensando Luigi Di Maio e Matteo Salvini, è ad alto rischio di incostituzionalità.

Gianluca Simone

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