Reddito di cittadinanza per immigrati sempre più lontano

Ancora barriere contro accoglienza e integrazione nel Welfare

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Secondo l’Istat le famiglie di stranieri in Italia sono le più povere ma difficilmente vedremo attuarsi la possibilità scomoda del reddito di cittadinanza per immigrati, a causa delle restrizioni richieste dalla Lega Nord.

I senatori leghisti sono riusciti a ottenere l’approvazione riguardo modifiche al decreto che escludano il maggior numero possibile di immigrati dal reddito di cittadinanza.

Per richiedere il sussidio, infatti, i cittadini di Stati extra-Ue, oltre alla dichiarazione Isee, dovranno presentare una certificazione di reddito e patrimonio del nucleo familiare, rilasciata dallo Stato d’origine, e poi farla tradurre in italiano e ottenere la legalizzazione da parte dall’Autorità consolare italiana.

L’emendamento, approvato in Senato ma non ancora diventato legge, specifica che non rientrano in tali restrizioni i rifugiati politici e gli immigrati provenienti da Paesi dai quali non è possibile ottenere il certificato patrimoniale.

La residenza in Italia da 10 anni come primo requisito

Quando si parla di reddito di cittadinanza per immigrati non va dimenticato che anche gli stranieri devono rispettare il requisito, già presente nel decreto e valido per tutti i cittadini, di essere residente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due devono registrare una presenza continuativa.

Esistevano già, dunque, condizioni che non mettevano gli immigrati in una posizione di privilegio rispetto ai cittadini italiani ma per la Lega Nord non erano sufficienti, visto che è stato necessario modificare il testo iniziale in modo che si alzassero nuove barriere contro l’integrazione degli stranieri, integrazione che sarebbe in questo caso di tipo economico e sociale.



Le famiglie di extracomunitari sono meno del 10 per cento

I dati Istat dovrebbero, in ogni caso, rassicurare il Carroccio e la parte del Paese che si sente costantemente minacciata dalla presenza degli immigrati, ancor più quando c’è in ballo la distribuzione di un reddito patrio, che secondo loro dovrebbe nascere e morire come italiano, senza sfumature di colore.

L’81 per cento delle famiglie, stimate quali beneficiarie del sussidio, saranno infatti composte solo da cittadini italiani, vale a dire 1 milione e 56 mila persone; mentre i nuclei familiari stimati di soli cittadini extracomunitari saranno ben il 7 per cento: c’è davvero da aver paura!

Francesca Luziatelli

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