Regina di un regno che non esiste: Litweb

Litweb-Marchio Depositato
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La letteratura web
Litweb-Marchio Depositato

Scrivevo così in quel lontano novembre 2012, sui tasti del blog che Bruno Corino, inventore dell’Etoanalisi e della Litweb, mi aveva regalato, dopo averlo creato, ad immagine e somiglianza del mio nome. Ippolita La regina della Litweb.  Il regno della Litweb, la letteratura web, o per meglio dire il nuovo modo di scrivere sul web, la trasformazione, che riguarda tutti, del modo di raccontare e fare comunicazione.
DOMENICA 25 NOVEMBRE 2012
Regina di un regno che non esiste- La letteratura Web

Già Fortini lo scriveva nel 1960-I luoghi dell’opinione e del gusto letterario sono stati sorpresi
nel giro di pochi anni dall’insorgere di forme per noi nuove dell’industria della cultura
che hanno mutato aspetto e funzione agli organi di mediazione fra scrittori e pubblico.-
All’apparir del vero tu misera cadesti…
la società letteraria all’apparire di internet si è erosa, oppure è esplosa,
e trasformata in pulviscolo è diventata una delle prime cause dell’inquinamento atmosferico.
La letteratura web, croce e delizia di tutti noi, utenti di un PC.
Nel 1993 Emanuele Trevi, nel suo Istruzioni per l’uso del lupo, lamenta la fissità marmorea e un po’ demente delle istituzioni.
Macchine sociali produttrici di consenso… noi cercavamo altro, abbiamo trovato internet, abbiamo il web.
Sarai regina e regnerai, le cose che tu sognerai diventeranno realtà- cantava Moustaki, un tempo lontano.
Perché non crederci?
Così anche io, a un anno a questa parte, pigio frenetica i tasti di un PC, iscrivendomi ai siti letterari, così è scritto su Google.
La Recherche, Neteditor, Alidicarta, Descrivendo, Altramusa…una infinità di siti dove, senza sbarramento, tutti possiamo iscriverci, tutti possiamo scrivere, tutti possiamo leggere e commentare.
Liberi tutti
Scriviamo tutti, molti, numerosissimi.
Scriviamo e scriviamo, poi litighiamo.
Le risse diventano furiose come in un salotto letterario vero,
per una virgola, per un commento,
per come e per quanto un romanzo possa chiamarsi romanzo.
Io, nel mio sito di allora, divento la pietra dello scandalo, io canticchio, faccio collage di canzoni, parole ed opere, di poesie, di film, un minestrone, e i classici si impuntano, ne nasce un bellissimo dibattito e vengo incoronata regina della Litweb dai dissidenti dell’ordine costituito.
Mi aprono un blog, mi invitano in un altro blog, divento una blogger e tutto si trasforma
sotto il regno del nuovo millennio
Evviva questo mondo,
Evviva noi, in fondo siamo in tanti a crederci, però, una volta tanto vorrei che fossi tu a dirmelo, lo sai.
Tu… che non ci credi veri,
tu che non ci leggi mai,
tu editore, scrittore,
tu giornalismo di prestigio,
tu premio letterario,
tu Università
il tu tu tu tu sempre occupato, una linea intasata da tante richieste.
Ma noi leggiamo e scriviamo, poi litighiamo, senza stancarci,
senza annoiarci, perché
nel regno della Litweb non tramonta mai il sole,
come potrebbe?
Manca il cielo in questo regno,
a dir la verità manca anche la terra.

Agosto 2016: manca ancora la terra, ma il cielo è alto sulla Litweb

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