Regno Unito: senza un accordo sulla Brexit rischio crisi rifiuti

A dirlo il Guardian, entrato in possesso di documenti confidenziali. Il Regno Unito spedisce in Europa 3 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno.

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Una crisi di rifiuti nel Regno Unito?

Regno Unito ed Europa sono in un momento di stallo. La Brexit infiamma il dibattito politico sia continentale che inglese, con il parlamento britannico che ha dato mandato alla May di ridiscutere i termini dell’accordo.
Il rischio di arrivare alla data limite del 29 marzo senza una chiara definizione dei rapporti tra Regno Unito e Unione è alto.
Un no deal è la strada peggiore per tutti, con ripercussioni sociali, economiche e nei rapporti politici.
In più, negli scorsi giorni, è emerso un altro potenziale pericolo per i sudditi di Sua Maestà.
Il Guardian ha infatti rivelato, dopo aver visionato documenti confidenziali, come un mancato accordo sulla Brexit comporterebbe una crisi di rifiuti nel Regno Unito.
Annualmente, secondo i dati riportati dal quotidiano britannico, la Gran Bretagna esporta in Europa 3 milioni di tonnellate di rifiuti. Senza una soluzione condivisa, accordi e licenze che autorizzano questa prassi spirerebbero da un giorno all’altro.



I documenti dell’Agenzia per l’ambiente

I documenti ripresi dal Guardian lasciano poco spazio all’immaginazione.
L’Agenzia per l’ambiente, in una serie di mail confidenziali, ammette la possibilità di uno scenario da urlo per il Regno Unito. Grossi quantitativi di rifiuti e di liquami, non potendo essere trasferiti in Europa, rischierebbero infatti di rimanere senza una destinazione precisa. Le indiscrezioni del quotidiano sarebbero indirettamente confermate da quanto detto dal capo del servizio civile del Regno Unito. Questo, durante una conferenza stampa, aveva annunciato la formazione di una task force di 5000 persone per affrontare tutte le conseguenze di un no deal. Tra queste, molto probabilmente, rientra la potenziale crisi di rifiuti.
Un mancato accordo avrebbe ripercussioni anche sull’export di carni. L’Europa è infatti uno dei più grandi consumatori di carne bovina e ovina proveniente dal Regno Unito.
Gli allevatori si ritroverebbero così con un “sovrappopolamento” di animali, con ripercussioni anche sullo smaltimento delle loro escrezioni.

Stefano Mincione

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