La Polonia rispedirà al Regno Unito i suoi rifiuti illegali

Dopo il divieto cinese, il Regno Unito ha spedito in Polonia un’imbarcazione di mille tonnellate di rifiuti plastici illegali

Il Regno Unito esporta annualmente tonnellate di rifiuti plastici, ora però le cose si stanno complicando.

fonte: https://www.telegraph.co.uk/news/2018/08/08/british-firms-embroiled-polands-trash-mafia-scandal/
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Dopo aver ricevuto mille tonnellate di rifiuti illegali dal Regno Unito, la Polonia ha deciso che li rispedirà al mittente.

Il problema dei rifiuti, soprattutto quelli plastici, affligge da un po’ il Regno Unito. Le famiglie britanniche, infatti, ogni anno accumulano 22 milioni di tonnellate di spazzatura. L’Unione Europea richiede che la metà di questo quantitativo venga riciclato entro il 2020, ma il materiale riciclato resta fermo al 44%. Per smaltire la percentuale restante, il Regno Unito si rivolge ad altri Paesi, dove i rifiuti vengono esportati. Paradossalmente, infatti, per il Paese è più conveniente esportare i rifiuti plastici, invece di processarli direttamente in Regno Unito. La convenienza ha, però, un altro prezzo: una volta che la spazzatura attraversa le frontiere, nessuno verifica che venga davvero riciclata.

L’esportazione dei rifiuti in Cina

Uno dei Paesi che importava il maggior numero di rifiuti britannici era la Cina. A partire da gennaio 2018, però, la nazione ha posto un divieto sull’importazione di spazzatura. Tony Wong, che si è occupato dell’importazione degli scarti britannici a Hong Kong, ha affermato che si aspettava di ricevere solo bottiglie pulite. Il carico, invece, era così contaminato da altri materiali che smistare tutto e riciclarlo sarebbe stato troppo costoso. Il materiale è stato così consegnato a una discarica, portando la Cina al divieto dell’importazione di spazzatura.

La chiusura, per così dire, delle frontiere cinesi ai “rifiuti stranieri” è stata seguita da quelle di Tailandia e Malesia.

L’esportazione dei rifiuti in Polonia

Il Regno Unito, dinanzi a tutti questi sbarramenti, ha cercato disperatamente altri Paesi in cui poter esportare i propri rifiuti. Uno di questi è stato la Polonia, verso cui le esportazioni sono cresciute del 31% nei primi mesi del 2018 rispetto all’anno precedente. Già a luglio, il primo ministro polacco Mateusz Morawiecki aveva annunciato controlli più severi dopo l’incendio scoppiato in una discarica di Zgierz. Sul sito di uno degli incendi maggiori, tra l’altro, sono stati ritrovati rifiuti plastici di origine inglese.

Louise Edge, attivista di Greenpeace, ha affermato:

Sempre più Paesi stanno dicendo ‘no, grazie’ ai rifiuti plastici britannici. Dovrebbe essere un campanello d’allarme che ‘lontano dagli occhi, lontano dal cuore’ non è una soluzione attuabile per far fronte alla sovrapproduzione di plastica usa e getta.

Il rimpatrio dei rifiuti plastici in Regno Unito

Questi erano i fatti prima che nel porto di Gdynia venisse intercettata l’imbarcazione inglese contenente mille tonnellate di rifiuti, etichettati come “rifiuti plastici”, ma che erano in realtà scatole, lattine, imballaggi e olio motore. L’Environment Agency (EA) ha confermato che sta lavorando con le autorità polacche per il rimpatrio dei rifiuti. Tre sono le aziende sospettate di aver esportato i rifiuti illegali. Il Chelmsford Council ha confermato che il riciclo è stato gestito da compagnie accreditate da Defra, pensando che il materiale esportato fosse incontaminato e che avrebbe avuto il minimo impatto ambientale.

Il segretario per l’Ambiente Michael Gove ha affermato che il Regno Unito «sta esportando troppi rifiuti. Quello che dobbiamo fare è assicurarci di ridurne la quantità che produciamo e anche processarne di più nel nostro Paese.»

La Convenzione di Basilea

La Norvegia ha recentemente sottoposto un emendamento sull’esportazione dei rifiuti alla Convenzione di Basilea. La proposta, che verrà trattata a settembre, prevede che la plastica venga riclassificata come “rifiuti che esigono una particolare attenzione”, portando ulteriori restrizioni sull’esportazione. Ciò potrebbe far sì, ad esempio, che gli Stati Uniti non possano più esportare i propri rifiuti in Paesi asiatici. Inoltre, anche quando il Regno Unito lascerà l’Europa, sarà comunque sottoposto alla Convenzione. In molti si chiedono come il Regno Unito potrebbe risolvere la questione rifiuti se l’emendamento venisse approvato.

Margaret Petrarca

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