E Renzi deprime e perplime

"E’ così egocentrico che se va a un matrimonio vorrebbe essere la sposa, a un funerale il morto." Leo Longanesi

Fonte foto: Le formiche
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E Renzi deprime e perplime

 

Non immaginate quanto sia deprimente per un’esistenza dedita alla meraviglia non provare più stupore.

Sarebbe inappropriato affermare che la politica italiana è alla deriva: tale espressione evocherebbe – anche involontariamente – il disorientante timore del mare aperto, l’atterrito spavento per l’ incommensurabile; qualcosa, insomma, che ha a che fare comunque col “sublime”. Quindi – tornando alla realtà – è tanto sufficiente quanto esaustivo dichiarare “papale, papale” che “sono ca**i”!

Nulla di nuovo dunque! Mettiamoci in testa che non è nata nessuna “Terza Repubblica” e che le sole novità – peraltro annunciate – si riducono nell’aver dato un pietoso colpo di grazia elettorale ad un oramai evidente boccheggiare politico delle tristi compagini tradizionali e che nel cavalcare la rabbia si possono fare solo due cose: o una rivoluzione o una ca**ata, e noi … le rivoluzioni non le abbiamo mai sapute fare.

I commenti politici fiume, in stile “Domenica Sportiva” sono piuttosto inquinati: vuoi perché gli “esperti” si mantengono sul vago in attesa di sapere con esattezza quale culo leccare, e vuoi perché si cercano delle ragioni recondite, quando è tutto ben squadernato davanti ai nostri occhi come una carogna sotto il sole.

Simbolo di tutto questo tragicomico e funesto tanfo è Matteo Renzi. La sua coriacea presunzione non è per nulla orgoglio… bensì isteria, non è semplice narcisismo … ma delirio.

Amo sovvertire i fattori: Renzi non ha distrutto la sinistra, ma la sinistra si è fatta annientare da Renzi. Non è solo Matteo che non vuole mollare la presa, ma sono i superstiti della mattanza elettorale che ancora “mediano” con una quinta colonna assurta a segretario.

Renzi sapeva tutto! Forse non accettava la palese evidenza del disastro completo, ma sapeva! Tant’è che s’è guardato il suo lasciando a se stesso il resto del partito. Blindare la Boschi a Bolzano è stato come portare i soldi in Svizzera, mentre lasciare Minniti a se stesso in un collegio assai complicato, dove Cecconi – per quanto diffidato da Di Maio – era già ben radicato da una legislatura, è stato come gridare il “si salvi chi può”.

Minniti, che comunque siederà al parlamento, si è dovuto accontentare di Pesaro, sperando inutilmente che un’indiscussa serietà politica e riconosciuta onestà potessero avere la meglio su un diffidato autoctono. E poi non poteva esser rieletto a Salerno come è accaduto in passato: Vincenzo De Luca doveva far eleggere il figlio Piero (battuto da tutti –  anche dal centro-destra) ma “miracolosamente ripescato” dal proporzionale in nottata.

Renzi ancora non si è reso conto di essere un “fantasma politico”. Non si vuol capacitare che è ormai passato “ai più” dal canto del cigno delle elezioni europee. Crede ancora di esser vivo – come tutti gli spiriti che ancora aleggiano e rompono i cogli**i nel castello degli orrori – ma se l’anima penosa continua così va a finire che nella magione della sinistra non ci andrà ad abitare più nessuno. Già l’hanno subaffittata a Casini, al quale davvero non fa schifo proprio niente, tra un po’ ci troveremo Mastella, Razzi, Verdini, Gambadilegno, Bruto e Maga Magò! Echeca**o!

Renzi, molla l’osso! Non hai lasciato neanche il midollo! E molla! E’ triste, credimi! Tutto questo è davvero penoso.

Non parlare agli italiani, non ti ascoltano più da tempo! Non sbattere pugni su una scrivania in compensato da un Nazareno spoglio e appestato, è inutile. Ormai è finita.

Impara da D’Alema e Veltroni, anche loro non hanno mai vinto un ca**o, galleggiavano sulla superficie e si sfamavano con le briciole che lasciava il berlusconismo. Anche loro sono stati dei veri opportunisti – anche se Veltroni ha sprecato la sua prosa svendendola alla politica -, vedi che hanno fatto? Se la sono messa in saccoccia, sono spariti per un paio di lustri e poi si sono messi a fare i “vecchi saggi”, ce li hanno riproposti come delle passate glorie ricolme di esperienza politica. Matteo, davvero, pensaci… torna tra una quindicina d’anni (ma anche venti, sei giovane!) che fai un piacere a tutti, specialmente a noi!  Vai figliolo, vai… .

fonte foto: Le Formiche

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