Renzi vuole inaugurare il Tunnel del Gottardo che è in Svizzera

Renzi vuole inaugurare il Tunnel del Gottardo che è in Svizzera

Ci sono gaffe e gaffe. Ad esempio,  un conto è dare del kapò ad un eurodeputato tedesco e simulare un morboso pigia pigia alle terga ogniqualvolta si incroci un’ avvenente under 25 e un altro è scrivere spocchiosamente “Cultura Umanista” al posto di umanistica su una lavagna per mostrare la riforma della scuola o scusarsi per il ritardo ad una conferenza affermando: perdonatemi ero impegnato a salvare l’Europa.

Insomma con l’avvento del nuovo si sono rinnovate anche le gaffe.

Ai tempi del berlusconismo esse erano dettate  perlopiù da una sprovveduta arroganza – tipica del parvenue – e da un’ insaziabile libidine, sintomo di una cronica dipendenza da Cialis, mentre oggi, in pieno renzismo,  tendono a mostrare –  sempre sotto l’immancabile vessillo dell’ignoranza – una virile quanto grottesca affermazione mediatica.

Detto in talleri: l’ignorante Berlusconi era proprio così, mentre l’ignorante Renzi “vuole apparire così”.    A strafare si rischia sempre la tracotanza; un po’ come quell’immancabile amico che millanta di sapere tutto di tutto e che deve dire sempre qualcosa su tutto. Per lui è impossibile affermare: “mi dispiace, ma su questo argomento non ne so molto, rischierei di dire una stupidaggine.” No. Lui no! A costo di dare un nuovo  e più ampio senso alla parola “stronzata” qualcosa la deve dire. Nel suo enciclopedico “tracotare”,  sembrare idiota è sempre meglio che farsi cogliere impreparato, e il rischio che questo accada è tutt’altro che calcolato.

Quindi non esiste argomento su cui non profferisca sentenza, si badi … sentenza, non opinione, perché al soggetto in questione non gli basta dire la sua, l’onnisciente a tarallucci e vino non si accontenta, egli deve dire la verità. Ne consegue che dal Big Bang all’apocalisse non c’è antro dello scibile che gli sia nascosto. Nulla è un mistero per lui, e se – per assurdo – qualcosa dovesse sfuggirgli, nessun problema … la cagata la inventa. Certo gli può capitare di dire che Socrate e Cristo avevano fatto le elementari insieme o che la finale di Waterloo fu persa per un errore arbitrale, o che l’Italia è impegnata nella conclusione del tunnel del Gottardo che è tutto in Svizzera.

Ecco l’ultima gaffe del Renzon-nazional- populista, il nostro famelico presidente del consiglio – affamatissimo di opere pubbliche – durante la conferenza stampa di Palazzo Chigi di oggi ha deciso di appropriarsi del Tunnel del Gottardo. Ignorante ma mica fesso? Dopo tutti gli scandali e gli arresti sulle opere pubbliche italiane, buttarsi su quelle elvetiche è proprio da paraculo.

Lui, solo lui, sempre lui. Quello del “Devid di Maichelangelo”, quello del “Nel 700, 800 e 900 si occupavano militarmente altri stati. Noi ci prendevamo l’Istria, Nizza e la Savoia”, il poliglotta dell’oramai epico “Shish Is The Word”.

 Che dire? Dopo questa ennesima dimostrazione di padronanza dell’ intero scibile, e dunque anche della geografica politica dei nostri elvetici dirimpettai, l’amena proposta del candidato sindaco di Roma Antonio Razzi di portare 500.000 gatti asiatici per risolvere il problema dei topi nella capitale sembra quasi un gesto naif, un’ affermazione tanto bucolica quanto deliziosamente ingenua. Dolce, tenero, tenerissimo Razzi, non hai capito una Cippa. Ma tu le hai viste le pantegane a Roma? Quelle – i gatti asiatici – se li fanno alle mandorle!

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fonte foto: www.alessioatrei.it

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