Restituire la parola “popolo”

Dopo aver dato un valore negativo alla parola “buono” inventandovi l’orribile buonismo per indicare l’ostentazione di buoni sentimenti, tolleranza e benevolenza, si è passati al massacro della parola “popolo”, che da espressione di coesione si trasforma in divisione e frammentazione.


Una delle cose che mi fanno più male leggendo delle manifestazioni no green pass o guardando i video, è l’abuso della parola “popolo”.
Dopo essere riusciti ad attribuire un valore negativo alla parola “buono” (non era facile) inventandovi l’orribile buonismo che noi esseri spregevoli esercitiamo, chessó io, nella volontà folle di salvare gente in mare, o di ragionare di inclusività, oggi avete deciso di massacrare la parola “popolo”, una delle più belle che ci siano.
“Popolo” è espressione di unità, di coesione, voi invece la usate per dividere, per distinguervi da chi non la pensa come voi. Così oggi il “popolo” è quello che scende in piazza urlando contro i vaccini, delirando su 5G e chip del ca**o, gridando “giù le mani dai bambini”. Quali bambini poi? I nostri? Siamo 35 milioni di idioti che si sono vaccinati (e l’abbiamo fatto anche per voi). Noi abbiamo difeso i bambini, nostri e vostri. Noi abbiamo affrontato le difficoltà e le rinunce come voi, ma l’abbiamo fatto con coscienza non con incoscienza.
Allora, chi è il “popolo”? Voi 3000 che schiumate rabbia in piazza a fianco di Forza Nuova urlando “governo fascista” “libertà libertà” o noi 35 milioni che stiamo cercando di tornare alla normalità?
Lasciate libere le parole e piantatela di auto-eleggervi per ciò che non siete. Rincorrete i fantasmi del complottismo, negate l’innegabile, fatevi strumentalizzare finché volete, ma non toccate più le parole.
“Siete solo dei professoroni, noi siamo il popolo!”. Non è così… voi siete dei disperati con la testa imbottita di stupidaggini che vi fanno credere di avere un punto di vista illuminato, noi dei poveracci che fanno i conti con la realtà. Pure per voi.

Marco Faccio

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