Via ai test per la retina artificiale: la nuova frontiera dell’oculistica dà speranza

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I passi avanti nel campo dell’oculistica aprono nuovi orizzonti per ciechi e ipovedenti. La retina artificiale verso i test definitivi. Può rappresentare una svolta per i milioni di persone del mondo che devono convivere con la cecità e l’ipovedenza. 



Quando medicina e ricerca si incontrano nasce il progresso, nasce la scienza. Quella che riesce a spostare sempre più in là i confini della conoscenza, per una cura, per i pazienti.  Per chi di professione fa l’oculista la “terra promessa” si chiama eliminare la cecità e ridare la vista alle milioni di persone che soffrono di gravi disturbi agli occhi.

La retina artificiale

In questo senso lo studio della retina ha portato ad enormi passi avanti. Questa delicatissima membrana del bulbo oculare è responsabile di grossa parte dei gravi problemi di vista riscontrati nella popolazione. La retina artificiale è pronta per essere testata in un trial clinico progettato in Europa.  Sotto analisi l’efficacia del microchip retinico. Utilizzeranno  questo sofisticato strumento per ripristinare in parte la visione di pazienti arrivati alla cecità per via della degenerazione maculare di tipo atrofico in stadio terminale.

Il progetto PRIMAvera

Lo studio, chiamato PRIMAvera, coinvolge più centri. E’ coinvolta anche l’Italia, rappresentata dal Consorzio che è composto dall’Università di Roma Tor Vergata e il Presidio Britannico presso l’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata di Roma. Saranno cinque i pazienti italiani, sui 38 presi in esame per i primi test, che dovrebbero essere operati entro Giugno. Si procederà poi alle rilevazioni post intervento. Entro la fine dell’anno dovrebbero arrivare i primi responsi, mentre l’analisi complessiva dovrebbe richiedere tre anni.

Numerosi passi avanti

E’ un altro grande passo avanti verso la nuova frontiera dell’oculistica. Nel 2020 è stata sperimentata nel nostro paese la prima protesi liquida della retina, che può aiutare a riparare i danni causati da malattie degenerative o dall’invecchiamento. Non più di qualche mese fa all’Ospedale Gemelli ad un settantenne che soffriva di retinite pigmentosa era stato impiantata con successo una retina artificiale. Prosegue anche la ricerca sulla terapia genica e continuano a grandi passi anche gli studi sulle cellule staminali.

Un segnale di fiducia

Oggi un altro, importante passo in avanti per la ricerca che dà fiducia alle oltre 120 mila persone cieche che risiedono nostro paese, così come agli ipovedenti (che addirittura superano il milione). Basti pensare che le patologie della retina sono le principali responsabili di danni permanenti alla vista. Solo nel nostro paese gli interventi alla retina, per patologie più o meno gravi, sono oltre cinquemila. Se gli sforzi della ricerca riuscissero a convergere verso efficaci terapie, sarebbe davvero la svolta epocale che tutti si augurano.

Beatrice Canzedda

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