Rewild Ong da record: salvati 560 animali in 5 giorni

Come salvare 560 animali in 5 giorni: la storia (quasi) a lieto fine di Rewild
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In cinque giorni la Ong Rewild è riuscita a raccogliere il denaro sufficiente per comprare uno zoo francese. Ora 560 animali potranno tornare a casa.

Il 16 dicembre la Ong Rewild e il proprietario dello zoo di Pont-Scorff, in Bretagna, firmano il contratto di vendita della struttura. Da questo momento l’organizzazione ha un anno e mezzo per ottenere almeno 600mila euro. Subito attraverso il sito web gofundme.com è cominciata la colletta in una vera e propria corsa contro il tempo. 

La cifra record in tempo record

Una corsa che è durata meno di quanto ci si sarebbe atteso. In 5 giorni si sono superati i 650mila euro. Un record inaspettato che ha coinvolto la generosità di oltre 22.200 persone. Il donatore più generoso è stato sicuramente Marc Simoncini, uomo d’affari francese, nonché fondatore del popolare sito d’incontri Meetic. Con la sua donazione di 250mila euro si è classificato tra i primi donatori per la cifra più alta.




Il progetto di Rewild

L’intento della Ong è stato fin da subito chiaro: riabilitare e liberare i 560 esemplari presenti a Pont-Scorff, garantendo il loro reinserimento nell’habitat originale. Tuttavia il progetto di Rewild non si ferma qui, dopo aver portato a termine questa prima missione, è prevista la conversione dello zoo in centro di accoglienza e riabilitazione per gli animali vittima di traffico illegale che ogni anno vengono sequestrati dalle autorità.

La raccolta fondi rimane aperta

Una storia quasi a lieto fine per gli animali al momento ospitati nella struttura. La Ong infatti denuncia lo stato preoccupante di alcuni esemplari che necessiterebbero di particolari cure.  Inoltre, si stima la cifra di 100mila euro al mese per pagare dipendenti, cibo e assistenza medica agli ospiti. Per questo la raccolta è ancora aperta al fine di ottenere i fondi occorrenti per l’immediato funzionamento della struttura, finché non si potrà avviare definitivamente l’ambizioso progetto.

Anna Barale

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