Riapre il giardino botanico più grande del mondo

La Temperate House di Londra è stata chiusa per una grande ristrutturazione

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Dopo quasi sei anni, il 5 maggio riapre al pubblico la Temperate House di Londra, ovvero il giardino botanico più grande del mondo.

Una serra dalle antiche origini

Trattasi della più grande serra di vetro del pianeta, costruita in stile vittoriano tra il 1859 e il 1900. Per quanto concerne le dimensioni, occupa una superficie totale di 4.880 metri quadrati e ospita più di 10.000 piante di 1.500 specie diverse.

Lavori di ristrutturazione del giardino botanico

Prima della chiusura, le condizioni dell’impianto erano state valutate da un’apposita commissione, la quale aveva invitato il governo inglese ad intervenire in maniera repentina, per il bene delle piante e dei molteplici visitatori del parco. I lavori sono costati 45 milioni di euro e sono stati alquanto accurati.

Dettagli della transizione

Le piante che erano nel giardino botanico (compresi gli esemplari rari), sono state trasportate in altre strutture temporanee. L’intera Temperate House è stata poi coperta con un enorme tendone e sono stati smontati, aggiustati e rimontati tutti i 15.000 pannelli di vetro che la compongono.

Cambiamento radicale

Gli ospiti che avranno la fortuna di vedere la nuova Temperate House, noteranno delle variazioni importanti, come ad esempio la rimozione di piante enormi sostituite con esemplari più giovani e piccoli delle stesse specie. Questa operazione è stata necessaria perché ormai l’affollamento dei rami impediva a nuove piante di crescere. Inoltre quelle più grosse iniziavano ad essere pericolose e avrebbero potuto addirittura sfondare le vetrate.

Soddisfazione degli addetti ai lavori

Dunque il giardino botanico di Londra è pronto a riaprire i battenti e a tal proposito ecco le dichiarazioni di chi ha contribuito alla rinascita.

Scott Taylor, supervisor dei lavori si è concentrato sui dettagli: “È stata davvero una grande operazione, abbiamo iniziato sei anni fa, sgombrando l’area per spostarci fuori, ci sono voluti due anni. Poi la serra ha chiuso, sono iniziati i lavori di costruzione e adesso stiamo rimettendo dentro tutte le piante”.

Andrew Williams, project director, ha invece spiegato: “Abbiamo inserito un nuovo sistema di riscaldamento e messo più luce nell’edificio. Inoltre siamo riusciti a migliorare la ventilazione in modo da garantire alle piante le migliori condizioni di crescita possibile”.

Antonio Pilato

 

 

 

 

 

 

 




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