In che modo la ricerca e l’innovazione possono sostenere il patrimonio culturale europeo?

by Felicia Bruscino | 28 Agosto 2018 10:00 am

Nel contesto dell’Anno europeo dei beni culturali 2018, la Commissione europea ha organizzanto una conferenza, Horizon 2020,  sulla ricerca, l’innovazione e il patrimonio culturale.  Per presentare alcune delle innovazioni più promettenti.

Il patrimonio culturale è una risorsa non rinnovabile, insostituibile e un bene comune. Purtroppo, frequentemente minacciato dalle sfide ambientali, dai cambiamenti climatici, dai rischi di catastrofi. Oltre che dall’incuria, dal degrado e dal sotto-finanziamento. Fatto sta che può svolgere un ruolo cruciale e da catalizzatore nel benessere, nella diversità culturale, nello sviluppo sostenibile e nella coesione sociale.

La ricerca e l’innovazione possono incoraggiare soluzioni intelligenti e tecnologicamente avanzate alle sfide che l’Europa sta affrontando. Ciò, nel tentativo di proteggere e beneficiare del suo patrimonio culturale. Tra gli argomenti da discutere vi sono le azioni intraprese dalla commissione, per contribuire alle collaborazioni. Collaborazioni a lungo termine tra: scienza, ricerca, innovazione e cultura, a beneficio della nostra eredità culturale.

Queste includono:

Nuovi orientamenti per la ricerca e l’innovazione dell’UE

Horizon 2020 aiuterà sfruttare il potenziale innovativo dell’eredità culturale, per proteggerlo e preservarlo. Inoltre, nello stesso tempo migliorerà le opportunità socio-economiche. Questo nuovo approccio vede le ricchezze culturali come una risorsa strategica per la società del futuro e dell’economia. Piuttosto che uno stock passivo. Come evidenziato nel rapporto del gruppo di esperti di Hrizon2020 ” Come far funzionare il patrimonio culturale per l’Europa“.

Il commissario Tibor Navracsics, responsabile dell’istruzione, della cultura, della gioventù e dello sport, ha espresso: “C’è bisogno di preservare il nostro capitale culturale per le generazioni future. La ricerca e l’innovazione sono i nostri grandi alleati. Offrono soluzioni e tecnologie avanzate per raggiungere questo obiettivo. Stiamo sfruttando l’occasione dell’Anno Europeo dei beni culturali per evidenziare progetti a lungo termine. Volti a proteggere e promuovere il patrimonio”.





Aggiunge Carlos Moedas, commissario per la ricerca, le scienze e l’innovazione: la ricchezza culturale è una fonte illimitata di innovazione. Una fonte in cui le tradizioni si incontrano con la tecnologie all’avanguardia. La nostra ambizione è di rendere l’Europa il leader mondiale nell’innovazione. Basata sulle ricchezze culturali. Con il sostegno di Horizon 2020, programma di finanziamento della ricerca e dell’innovazione dell’UE.

Valutare la ricerca finanziata dall’UE

In occasione, la Commissione presenterà anche una sua rassegna politica: ‘Innovazione nella ricerca sui beni culturali‘. Una ricerca che valuta la ricerca finanziata dall’UE sul patrimonio culturale. Proponendo miglioramenti al quadro europeo di ricerca dopo il 2020.

Entro il 2020, l’UE dovrebbe investire 500 milioni di euro in ricerca e innovazione sul patrimonio culturale. La revisione politica è uno degli elementi cardini dell’innovazione dell’anno europeo dei beni culturali. Costituito da tre progetti gestiti dalla Commissione. Assieme gli Stati membri dell’UE, il Consiglio d’Europa e le università europee. Gli obiettivi sono:

Reti internazionali per l’innovazione e la diplomazia interculturale.

Costruire una vera comunità di innovatori nel patrimonio culturale. Nel 2018 sono stati stanziati 3 milioni di euro per sostenere la creazione di una  rete internazionale. Per promuovere l’innovazione e la diplomazia dell’eredità culturale . La rete funzionerà per tre anni a partire da novembre 2018.





L’attuale orientamento è in linea con l’agenda politica della Commissione e contribuisce alle  10 iniziative dell’Anno europeo culturale 2018.  La Community of Innovators in Cultural Heritage è un’iniziativa politica che contribuirà a divulgare i risultati di R&I. Creare nuove sinergie tra le principali parti interessate per colmare il divario tra ricerca, mercato e società. Collegando tre mondi principali:

  1. Innovatori e ricercatori.
  2. Investitori e imprese.
  3. Utenti finali di innovazioni (comuni, istituzioni culturali, protezione civile, ecc.).

Dal canto suo, il commissario per l’economia e la società digitale Mariya Gabriel, ha esposto: “Le innovazioni tecnologiche e digitali hanno un potenziale unico. Facilitano l’accesso al nostro patrimonio in un modo che non è mai stato raggiunto nella nostra storia. Ad esempio European, la piattaforma online, non è solo una cassaforte digitale che conserva il nostro patrimonio culturale. Ma anche un canale e una porta aperta al nostro passato, presente e futuro”.

 

Felicia Bruscino

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