100 di questi anni, mr. Richard Feynman!

L’11 maggio ricorre il centesimo anniversario della nascita del fisico premio nobel Richard Feynman, uno degli studiosi più eclettici del novecento

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Quando si parla di Richard Feynman la prima parola che viene in mente è: curiosità. E’ stata questa la caratteristica che ha mosso l’intera sua vita, senza rischio di cadere nel banale. Il mondo della fisica è stato scosso dalle fondamenta, ma in generale tutto il mondo della ricerca ha beneficiato dello straordinario modo di pensare, assolutamente innovativo e trasversale, di questo fantastico essere umano.

Un uomo geniale

Richard Feynman quindi è nato l’undici maggio del 1918, a Manhattan, la grande Mela.

Se dovessimo racchiuderlo in un epigramma potremmo dire che ha partecipato durante la seconda guerra mondiale al progetto Manhattan, quello che per intenderci ha portato alla costruzione della prima bomba nucleare. Ha poi vinto il Nobel per la fisica nel 1965 per l’elaborazione dell’elettrodinamica quantistica, ha formulato diverse teorie innovative nell’ambito della meccanica quantistica, la cosmologia quantistica e varie interpretazioni sulla fisica delle particelle. Importanti i suoi lavori sui superfluidi ma soprattutto era un appassionato e popolare divulgatore della scienza.

Ma è stato anche ben altro

Si può dire che nel mondo della fisica di quegli anni, piuttosto rigido e disciplinato, Richard Feynman sia stato un rivoluzionario. Il suo approccio alla ricerca e alla vita era improntato a una totale avversione verso la disciplina e l’autorità. Ignorava puntualmente le regole burocratiche, l’opinione degli esperti e poteva criticare il più eminente degli scienziati senza nessun timore reverenziale.

Nella sua permanenza a Los Alamos conobbe Niels Bohr, il più grande fisico dell’epoca. Durante un meeting, Bohr , come disse lo stesso Feynman, era circondato da giovani ricercatori famosi in soggezione che lo veneravano come un Dio,  mentre lui lo tempestava di domande.

 




 

Prima dell’incontro successivo, Bohr chiese al figlio di poter incontrare Feynman senza il codazzo di ricercatori intorno.

“È l’unico ragazzo che non ha paura di me e dirà ciò che pensa quando avrò una idea pazza”, disse a suo figlio. “Quindi la prossima volta che vogliamo discutere qualsiasi idea, non potremo farlo con questi ragazzi che dicono sempre “sì, Dr. Bohr. Prendi quel tipo e parleremo prima con lui.”

Anche il suo modo di essere geniale era completamente diverso; per dirla con un altro premio nobel, Hans Bethe, fisico della Cornell University che ha lavorato con Feynman a Los Alamos,

I geni “normali”, fanno le cose molto meglio delle altre persone, ma si può capire come le fanno. E poi ci sono i maghi. “Feynman è un mago. Non sono mai riuscito a immaginare da dove prendesse le sue idee”

Fuori dall’ordinario. Il suo ufficio per un periodo fu un club di striptease, e adorava suonare bonghi e percussioni, che suonava a livello professionale.

Divenne famoso perché fece parte della commissione incaricata di indagare sull’esplosione della navetta spaziale Challenger. In un momento drammatico durante un’audizione su quel disastro, dimostrò, contro il parere di tutti, che causa dell’esplosione fu un semplice O-ring.

Non voleva sapere le risposte ai problemi, doveva camminare e rifletterci sopra finché non ci arrivava da solo. Era il suo modo di scoprire nuove frontiere. Trovava affascinanti ogni sorta di esperienze, alcune profonde, alcune banali.

La sua curiosità era inarrestabile

Tanto da portarlo al premio Nobel. Mentre mangiava nella caffetteria della Cornell University, qualcuno lanciò un piatto, proprio come un frisbee. Feynman notò che il simbolo della Cornell dipinto sul piatto, ruotava più rapidamente di quanto il piatto oscillasse. Eseguendo alcuni calcoli dimostrò che il tasso di rotazione del simbolo sarebbe dovuto essere il doppio del tasso di oscillazione del piatto. Il ragionamento fatto sul piatto lo applicò al movimento degli elettroni che studiava in quel periodo. Il piatto oscillante risultò l’indizio determinante per sviluppare la nuova teoria dell’elettrodinamica quantistica.

“Abbiamo solo una vita”, dice nella sua autobiografia, “facciamo tutti gli sbagli possibili e impariamo cosa non si deve fare, e questa è la fine”.

Richard Feynman è morto il 15 febbraio del 1988.

Alessandro Desogus

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