Remete: la startup torinese che estrae l’oro dai rifiuti elettronici

Fonte: quifinanza.it
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Dal letame nascono i fior, e dai rifiuti elettronici? l’oro! Proprio così: dai nostri apparecchi elettronici usati, quali ad esempio smartphone, pc e televisioni, si riesce a recuperare una quantità non marginale di metalli preziosi come oro, argento, rodio, platino e palladio. Si tratta di parti relativamente piccole e spesso si ignora completamente dove vadano a finire: ebbene, ogni anno si producono nel mondo addirittura fino a 50 milioni di tonnellate di RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche). Può sembrare inverosimile, ma questa quantità di rifiuti contiene ben 320 tonnellate d’oro e 7.200 di argento, per un valore di oltre 15 miliardi di euro.

Fonte: tgcom24.mediaset.it

Tuttavia, la tecnica comunemente utilizzata per recuperare questi metalli preziosi, è quella dell’arrostimento, ovvero i componenti plastici vengono bruciati, in modo che rimangano soltanto i metalli. Si può intuire che si tratta di un processo con un impatto ambientale decisamente forte, e proprio per questo la gran parte dei metalli non viene purtroppo recuperata. C’è da dire che non si tratta di una piccola perdita: d’altronde il 30% dei metalli preziosi estratti nell’intero Pianeta finisce proprio in questi dispositivi.

Ma davvero non è possibile accrescere il recupero dei metalli preziosi, rispettando contemporaneamente l’ambiente? Gli ingegneri del Politecnico di Torino hanno risposto dando vita a Remete, una startup che consente di recuperare tutti i metalli presenti nei dispositivi, con un processo più efficace e sostenibile per l’ambiente. Come spiega Marco Allegretti (cofondatore di Remete), gli apparecchi ancora da disassemblare e le schede elettroniche vengono trattate con dei reagenti (messi a punto dagli stessi ingegneri), che permettono di sciogliere i metalli a temperatura ambiente, senza che quindi vengano liberate emissioni nel’ambiente. Da questo processo si ottengono materiali puri al 90%, i quali rientrano poi a far parte del ciclo di produzione dell’elettronica.




Un ulteriore sviluppo di Remete potrà essere il recupero delle “terre rare“, elementi quasi vicini all’esaurimento, da cui dipendono l’industria militare, aerospaziale ed elettronica. Oltretutto, pare che perfino i catalizzatori nascondano materiali preziosi.

Remete è dunque un chiaro esempio di come quasi tutti i rifiuti siano realmente un’importante risorsa. 

Roberta Rosaci

 

 

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