Rifiuta di indossare il velo ai mondiali di scacchi in Iran

Nazí Nodarovna Paikidze-Barnes spinge per il boicotaggio

La 23enne georgiana che però avendo sposato un americano difende i colori degli States, fa da porta voce alle concorrenti femminili contrarie ad indossare il velo durante la disputa delle partite ufficiali, annunciando che potrebbe anche rinunciare alla sua partecipazione alla competizione.

Nazì scuote parecchio gli animi dell’organizzazione riunita a Teheran, stuzzicando le colleghe iraniane; esse però esprimono il parere che non debba essere questo il genere di ostacolo il quale possa fare leva il boicottaggio, inoltre ciò non sembra essere l’ideale mossa per aiutare l’emancipazione femminile nella Repubblica islamica.

L’appuntamento è fissato per febbraio 2017. Paikidze-Barnes campionessa in carica dell’International Master e Woman Grandmaster, insieme Carla Heredia Serrano dall’Ecuador, invita tutte le 64 concorrenti a boicottarlo.

www.reporternuovo.it
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«Il vostro boicottaggio sarebbe un errore Non abbiamo mai ospitato finora campionati mondiali femminili di altri sport. Questi giochi sono importanti per le donne iraniane: un’opportunità per mostrare la nostra forza. Non abbiamo mai ospitato finora campionati mondiali femminili di altri sport. Questi giochi sono importanti per le donne iraniane: un’opportunità per mostrare la nostra forza» (fonte: corriere.it). Queste sono le parole di Mitra Hejazipour, Woman Grandmaster iraniana che tuona quasi con una supplica verso le dirette avversarie.

Dalla Federazione internazionale degli scacchi, Susan Polger nega di aver ricevuto reclami ufficiali, esprimendo l’idea che il tutto sia ampiamente gonfiato dai media per fare notizia; poi spiega che la candidatura iraniana è stat l’unica pervenuta, di conseguenza è stata ovvia la concessione per procedere all’organizzazione del torneo.

Dalle varie fonti di informazione rimbalzano pareri opposti, poiché gli occidentali hanno un loro punto di vista e gli orientali un’altro. Ma il problema è sempre quello, accetteranno di comune accordo le concorrenti di indossare il velo? O già da ora ci sono gli estremi per boicottare l’evento e farlo svolgere in un altro paese?

Sebastiano Aleo

 

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