Riforma dello sport. CIO e CONI contro il ministro Spadafora

Riforma dello sport. Presidente CIO Thomas Bach si scontra con Spadafora

E’ bastata una lettera a inizio mese del presidente del Comitato Internazionale Olimpico (CIO) Thomas Bach per far saltare la molla in merito alla riforma dello sport del Governo giallorosso. Del resto, era nell’aria che la questione sulla riforma dello sport potesse scatenare lo scontro tra il ministro Spadafora e il CIO. Da agosto, Vincenzo Spadafora (M5S), il ministro responsabile del settore, è alle prese con questa riforma che ha innescato da subito le proteste degli enti sportivi. Ciò che fa discutere è soprattutto la poca considerazione per i singoli enti che reclamano una propria rappresentanza in una sede appropriata. Il testo del Governo, accusato di aver mediato a favore del CONI, ha incontrato numerosi ostacoli a tal punto da richiamare l’attenzione del CIO per la seconda volta dopo la proposta del precedente governo.

Il presidente Thomas Bach a Spadafora: “La riforma non rispetta la Carta Olimpica”

“Un comitato olimpico che non rispetta la propria autonomia e che non è policamente neutrale, non rispetta la Carta Olimpica” . Il presidente del CIO ha mostrato il pugno di ferro anche sulla questione dei Giochi Olimpici. In ballo potrebbe addirittura esserci la sospensione del Comitato Olimpico Italiano dai giochi di Tokyo 2021 e quelli di Milano-Cortina previsti per il 2026. Al fianco delle proteste del CIO contro la riforma del Governo italiano si schiera anche il CONI. Giovanni Malagò, presidente del Comitato, ha dichiarato:

” Partirà un’altra lettera al ministro per trovare una soluzione alle criticità,  la Carta Olimpica è chiarissima. Il mondo dello sport mondiale ci ha dato fiducia assegnandoci le Olimpiadi invernali”.

Sarebbe di certo un’occasione persa dire addio ai Giochi in Italia del 2026.




Peraltro, lo stesso CONI infatti potrebbe non essere conforme alle leggi della Carta Olimpica per una questione di conflitto di interesse. Malagò è socio dello Sci Club 18 (con una quota azionaria dello 0,11) e del Tennis Country Club (con lo 0,19). La discussione ruota proprio attorno a quest’ultimo impianto che si trova a ridosso della pista da bob dove si dovrebbero disputare i Giochi.

Riforma dello Sport a rischio, lo scenario dei prossimi giorni

Dopo i vari contrasti tra Spadafora e il presidente del CIO Thomas Bach, il caso è stato messo in stand by. Intanto, cresce il malcontento degli stessi compagni di partito. Il Movimento 5 Stelle spinge per un confronto tra le parti, mentre il ministro sembra tirare dritto verso la sua proposta di legge. La posta in gioco è alta, il Governo lo sa e ormai la partita è alle fasi decisive.

Valerio Caccavale

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