Risanamento ambientale con l’aspirina e non è uno scherzo

Scrivere “risanamento ambientale con l’aspirina” in effetti potrebbe dare l’impressione di una battuta o di un titolo acchiappa click, eppure è la sintesi di una notizia reale e serissima che viene dalla Curtin University (Australia).
Lo studio pubblicato su PLOS ONE ha scoperto che l’acido acetilsalicilico potrebbe migliorare la sopravvivenza di specie di piante importanti per il risanamento ambientale e per la pastorizia sostenibile.
L’acido acetilsalicilico è il principio attivo dell’aspirina, ma se riflettiamo meglio sulla storia di questo diffusissimo farmaco da banco e su cosa sia questo principio attivo forse la notizia ci sembrerà meno incredibile.
L’acido acetilsalicilico è la versione sintetica di un acido presente in natura, l’acido salicilico. Acido salicilico che era stato usato in medicina per i precedenti 4000 anni!
Ma da dove viene questo acido salicilico? Se conoscete gli alberi forse a questo punto vi è scattato un campanello, una assonanza a cui non avevate mai pensato. Sì, viene dal salice, l’acido salicilico è contenuto nella corteccia di questo ed altri alberi.



E indovinate qual è una delle funzioni dell’acido salicilico nelle piante? Fra le altre funzioni interviene (indirettamente ma è indispensabile alla sua attivazione)  nella resistenza sistemica acquisita che è l’equivalente nelle piante della risposta immunitaria innata degli animali.
Quindi forse a questo punto non sembra troppo sorprendente quello che hanno scoperto il primo autore, il ricercatore italiano dr. Simone Pedrini, che studia per il dottorato all’Università di Perth e fa parte del ARC Centre for Mine Site Restoration (Centro per il risanamento dei siti minerari).
Ma come potrebbe essere usato l’acido acetilsalicilico?  Con una tecnica già molto utilizzata, il rivestimento del seme. Rivestire i semi con sostanze nutritive e/o protettive è una tecnica diffusa per aumentarne la possibilità di sopravvivenza in terreni che altrimenti non si presterebbero. In realtà l’acido acetilsalicilico in agricoltura era già utilizzato, per esempio per migliorare i pomodori, ma non erano state esplorate le possibilità per proteggere piante native e contribuire a piani di risanamento ambientale in aree degradate.

Roberto Todini

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