Rivoluzione a tavola: il coronavirus cambia le abitudini alimentari cinesi

Le autorità di Pechino spingono per un cambiamento delle abitudini alimentari cinesi allo scopo di contenere il coronavirus.

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Il coronavirus cambia le abitudini alimentari cinesi. Dall’utilizzo di bacchette apposite per servirsi dai piatti da condividere, al consumo della cosiddetta carne di origine vegetale. 

Il colosso cinese di merendine di proprietà Pepsi&Co, Baicaowei, ha lanciato sul mercato le merendine di salsiccia di origine vegetale affumicata, definendola La Nuova Era della Carne”. Si tratta di salsiccia di origine vegetale, un prodotto di laboratorio disegnato apposta per assomigliare il più possibile alla carne.

Prossimamente, anche Starbucks and Kentucky Fried Chicken  (KFC) inizieranno a testare il mercato cinese con menù alternativi di carne di origine vegetale. Starbucks, in collaborazione con Beyond Meat and Omnipork, ha appena lanciato delle lasagne con carne di manzo di origine vegetale. KFC, in collaborazione con l’azienda agroalimentare statunitense Cargill, sta per introdurre un’edizione limitata di prodotti di carne bianca di origine vegetale in alcune regioni selezionate della Cina.




Perché la Cina sceglie la carne di origine vegetale?

In Cina, la cucina tradizionale fa ampio uso di tofu e soia introdotti dai monaci buddisti che hanno rivisitato alcuni piatti tipici in chiave vegetariana.

La scelta della carne di origine vegetale è determinata da diversi elementi. Oltre ai fattori etici e alla salvaguardia ambientale, fattori su cui puntano molto le grandi aziende agroalimentare che propongono queste alternative alla carne, il governo cinese ha interessi specifici per la promozione del consumo di carne di origine vegetale.

È bene sapere che al momento la Cina è uno dei maggiori consumatori di carne al mondo. Il governo di Pechino punta a dimezzare il consumo di carne entro il 2030 per diminuire il tasso di obesità e diminuire le emissioni di CO2.

La spinta definitiva è arrivata con lo scoppio della pandemia. Il coronavirus cambia le abitudini alimentari cinesi, infatti, molti esperti ritengono che il COVID-19 sia originato da una transizione del virus da animali a umani in un mercato del pesce di Wuhan. Una condizione simile si era già vista con lo scoppio della SARS nel 2003. La nascita del virus ha mostrato quindi ancora una volta come la carne possa essere generatrice di malattie. La trasformazione economica mondiale e della Cina ha coinvolto anche la produzione alimentare. Gli allevamenti industriali favoriscono lo sviluppo di zoonosi – infezioni umane di origine animale.

Inoltre, un ultimo fattore decisivo è il prezzo della carne di maiale in Cina. Negli ultimi mesi, la carne suina ha raggiunto prezzi stellari a causa di un virus di origine africana che ha decimato l’offerta di carne di maiale per il mercato cinese.

Non solo carne di origine vegetale

Le bacchette sono uno degli elementi più rappresentativi della cultura cinese nell’immaginario collettivo.

In Cina, uno degli elementi culturali fondamentali è la condivisione del cibo. Tipicamente, le portate vengono servite al centro del tavolo da cui gli ospiti si servono nei propri piatti o servono gli ospiti. Nei ristoranti, grazie al vassoio girevole posto a centro tavola, i commensali possono ordinare più piatti da condividere tutti insieme. A un pranzo di lavoro, è buon uso riservare il boccone migliore all’ospite più onorevole. Durante un pasto condiviso con la famiglia, i più anziani servono i bambini. Lo stesso fanno gli amici tra di loro. Questi atti di gentilezza vengono fatti utilizzando le proprie bacchette. È molto raro che vengano utilizzate bacchette diverse per attingere dai piatti unici in condivisione. Ma il coronavirus cambia le abitudini alimentari cinesi.

Il rischio di contagio durante un pasto in gruppo, naturalmente, non proviene solamente dalla condivisione del cibo, ma il coronavirus ha reso la prevenzione una misura necessaria, e l’utilizzo di bacchette per i piatti condivisi viene fortemente incentivato dalle autorità cinesi.  

Noemi Rebecca Capelli

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