Rivoluzione nell’arte, dalle catacombe a Duchamp

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Rivoluzione nell’arte occidentale

Nella cultura occidentale, tra le dinamiche che ne hanno caratterizzato la storia, mi voglio soffermare su due eventi che in particolare hanno segnato una rivoluzione nell’arte: l’avvento del Cristianesimo e i primi ready made di Duchamp. A distanza di secoli il loro ingresso nel mondo figurativo, con tutte le peculiarità individuali e contestuali che li differenziano, analogamente squassò il sistema preesistente.

Le catacombe di Priscilla: un esempio paleocristiano di rivoluzione in arte

Dalla seconda metà del terzo secolo a Roma, i pittori iniziarono ad affrescare le catacombe di Priscilla con scene delle Sacre Scritture; in particolare occupando i luoghi principali di questi spazi sotterranei come le tombe di personaggi rilevanti per la nuova fede, martiri e papi. Sotto quella che oggi è Villa Ada, faceva così il suo ingresso nel panorama artistico romano la prima rappresentazione che conosciamo della Vergine con Bambino; le figure dell’Antico e del Nuovo Testamento lì presenti parlano di resurrezione e salvezza, di ciò che è già successo e ciò che si compierà definitivamente dopo la morte e la seconda venuta di Cristo.

Il Cristianesimo nel mondo tardoantico

Irruppero in un mondo che altrove dipingeva in quello stesso momento divinità pagane, imperatori, battaglie. Un mondo antico la cui tenuta strutturale sotto l’Impero mostrava all’epoca i primi segni di vacillamento, e che a breve si sarebbe sgretolato in mille pezzi, dal punto di vista geopolitico come socioculturale. Sarebbe stato proprio il Cristianesimo dopo aver sconfitto gli idoli pagani a tenere insieme il mondo europeo.

I ready made di Duchamp: l’esempio contemporaneo di rivoluzione nell’arte

In un salto di circa 1700 anni, l’arte delle catacombe incontra sulla linea delle rivoluzioni Duchamp. Quest’ultimo prende una “Ruota di Bicicletta” e la porta nel suo studio; il suo movimento e rumore nel silenzio lo aiuta nella riflessione. Tale Ruota passerà alla storia come il primo dei suoi ready made, un oggetto che diventa opera finita in sè attraverso l’atto dell’artista che la definisce tale. Ciò aprì gli occhi sulle possibilità di un mondo, della vita che abbiamo intorno, da utilizzare in arte per quello che è, non unicamente come elemento di ispirazione o di rappresentazione attraverso altri mezzi come pittura e scultura.

L’arte e la vita

Pittura e scultura che, sulla base di quanto inaugurato da Duchamp, diventeranno sempre più, in un processo che raggiunge i giorni nostri, medium utilizzabili allo stesso modo di altri elementi della quotidianità; perderanno quel ruolo di arte maggiore che avevano avuto nel tempo, per un’arte contemporanea in cui le distinzioni con la vita sono venute a dissolversi. Duchamp mostra al ventesimo secolo un oggetto quotidiano che potrà essere utilizzato in diversi modi, tutti legittimati dall’intenzione artistica. Da solo, accumulato insieme ad altri, parte integrante di performance, elemento nella creazione di ambienti abitabili dallo spettatore.

Il percorso della rivoluzione

Duchamp parlava di incontro dell’oggetto con l’artista: l’opera, il ready made, come il risultato di “una sorta di appuntamento” tra i due. Il suo è un incontro con il terreno, con la vita nella propria assoluta e indifferente esistenza fisica; per i primi cristiani era l’attesa dell’incontro con Dio dopo la morte a sostenere il proprio pensiero, la propria fede. Le opere delle catacombe e quelle di Duchamp hanno definito quindi i punti di riferimento di un percorso, hanno avvicinato l’orizzonte di un incontro; per i posteri, questi nuovi tracciati hanno condotto verso la scoperta di possibilità raffigurative, segnando in maniera indelebile il mondo dell’arte da quel momento in poi.

 

Giacomo Tiscione

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