La criminologa Roberta Bruzzone contro Franca Leosini, botta e risposta

"Non è aggiornata e non apprezzo certi vezzi linguistici"

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Storie Maledette di Franca Leosini, in onda su Rai3 ogni domenica, sembra essere uno dei programmi televisivi preferiti dagli italiani. Nella puntata scorsa, l’iconica conduttrice ha proseguito con la seconda parte dell’intervista a Cosima Serrano e Sabrina Misseri. Anche stavolta il bilancio è stato positivo: il programma ha infatti registrato l’8,1% di share, guadagnando mezzo punto in più rispetto alla prima puntata. Ma se da un lato la maggioranza ha espresso ammirazione e stima per la Leosini, non sono mancate anche delle critiche. Tra questa, risalta quella di Roberta Bruzzone.




La critica di Roberta Bruzzone

La criminologa, che nel delitto di Avetrana fu nominata consulente della difesa di Michele Misseri, ha mosso su Twitter delle accuse verso la Leosini. “Non è aggiornata, ci sono inesattezze ed errori” ha twittato la Bruzzone.

La crimonologa, parlando a ilfattoquotidiano.itha affermato di conoscere bene gli atti e le tre sentenze. Non sarebbero stati riportati tantissimi aspetti importanti e interessanti. Se in altre occasioni Roberta Bruzzone aveva molto apprezzato il lavoro della Leosini, stavolta si sente di dire che non è accaduta la stessa cosa. E ciò la porta a chiedersi: Ma la Leosini che cosa si è letta prima di fare queste interviste?”

Inoltre, ha precisato di non aver gradito nemmeno i vezzi linguistici che la Leosini si concede, aspettandosi maggiore sobrietà nella descrizione dei fatti.

La risposta di Franca Leosini

In un’intervista al programma Circo Massimo di Radio Capital, Franca Leosini ha risposto alle critiche avanzate verso di lei.

Io non potevo rifare il processo nel dettaglio perché io non processo nessuno. Afferro e porto con me il filo conduttore e l’asse portante della storia. Per quanto riguarda le imprecisioni, rispetto il pensiero e la sapienza di Roberta Bruzzone.

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Non entro mai nel merito delle scelte lessicali della dottoressa Bruzzone né nel merito dei programmi televisivi a cui sceglie di partecipare. Ognuno poi ha il suo lessico: io sono napoletana e un narratore napoletano ha nel dna degli squarci di ironia che chi è nato al Nord potrebbe non avere“.

La Bruzzone accusa la Leosini di aver instillato nelle menti delle persone un irragionevole dubbio

Un altro problema della ricostruzione leosiniana degli eventi starebbe nel fatto che “Le persone che non hanno letto niente, hanno capito ancora meno. Si sono lasciate suggestionare e ora sono convintissime che ci siano due innocenti in carcere, quando la vicenda ha ampiamente dimostrato che è il contrario”.

Dopo la puntata di domenica scorsa, molti infatti hanno manifestato sui social i loro dubbi sulla colpevolezza delle due donne condannate all’ergastolo per l’omicidio della quindicenne Sarah Scazzi. Questo sarebbe stato causato anche dal fatto che la stessa Leosini, alla fine dell’intervista, ha confessato di titubare sull’incisività delle prove a sostegno delle condanne.




Qual è la verità?

Dopo aver guardato Storie Maledette si va a dormire pensierosi. Ci si arrovella sui fatti, chiedendosi quale sia la verità. A volte, anche di fronte a triple sentenze di condanna, ci troviamo ad avere dei dubbi. Bisogna tenere presente però che il lavoro di Franca Leosini non è quello di ricostruire i fatti come in un processo. Vuole invece entrare nella mente del condannato, capirne la psiche, scoprire come  è finito in una storia maledetta.

E per quanto autorevole sia una sentenza di condanna e lungi da me metterne in discussione la sua rispettabilità, non è nemmeno deprecabile che, in costanza di essa, persistano dei dubbi. Bisogna infatti distinguere la verità processuale, cioè quella che emerge dal contraddittorio, dalla verità in senso assoluto.

Ad ogni modo, qualunque sia la posizione che si vuole prendere in questo botta e risposta, è un dato di fatto che Roberta Bruzzone ha dovuto far fronte alla controffensiva di tantissimi Leosiners. 

Rossella Micaletto

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