Roma: muore undicenne per un malore. Colpa della Formula E?

Roma: morto undicenne. La Procura indaga sul traffico dovuto alla Formula E

Morto un undicenne nel traffico di Roma. I problemi della viabilità capitolina sono stati determinanti? La Procura indaga, ma la risposta sembra essere negativa.

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Undicenne accusa un malore nel traffico di via Cristoforo Colombo. Tempestivi, ma inutili, i soccorsi. Il dito è puntato contro la Formula E. La realtà però sembra ben diversa.

Roma, 11 aprile, ore 8.00:  mentre all’Eur continuano i preparativi per la Formula E, nel traffico di via Cristoforo Colombo, all’altezza del quartiere Infernetto, un undicenne accusa un malore mentre si trova in auto con la madre e la zia.

Ore 8.08: giungono sul posto un’ambulanza ed un’auto medica, scortate dai vigili urbani. Purtroppo, per il giovane non c’è stato nulla da fare. Sembra che il bambino si fosse sentito male la notte precedente e che le due donne lo stessero accompagnando all’ospedale Bambino Gesù per una visita medica.

In soli otto minuti si è consumata una tragedia. La Procura di Roma ha aperto un’indagine per omicidio colposo. Anche nella maggior parte dell’opinione pubblica è sorto immediatamente il sospetto: che sia stata colpa dell’eccessivo traffico, causato dai preparativi per la Formula E?

È infatti il secondo anno che Roma ospita questa competizione e il traffico della zona sud della città, normalmente caotico, diventa ingestibile. Strade come la via Pontina, la stessa Colombo, la Via del Mare, via Laurentina, e il viadotto della Magliana, normalmente molto trafficate, non sono in grado gestire il traffico straordinario.

Tutto qui dunque? Colpa della Formula E? Probabilmente no, anche se l’ultima parola spetterà alla Procura di Roma. Analizzando i fatti, però, risulta evidente che i soccorsi, benché tempestivi, sono risultati purtroppo vani. Traffico o no, difficilmente gli operatori sanitari avrebbero potuto giungere sul luogo in meno tempo.

Altre accuse che sono state mosse contro il Comune di Roma riguardano l’assenza di un piano di viabilità alternativo. Chiudere un tratto di via Cristoforo Colombo, all’altezza del quartiere Eur, ha infatti causato dei rallentamenti in tutti i quartieri circostanti.

A rispondere alle polemiche è stato l’Assessore allo Sport di Roma Capitale, Daniele Frongia, che il giorno seguente ha dichiarato: “Asserire che il traffico era dovuto alle chiusure per i cantieri della Formula E per una vicenda a oltre 15 km di distanza (distanza che separa il luogo della tragedia dall’Eur) è una mistificazione della realtà. […] Quanto al traffico in prossimità delle deviazioni per la Formula E – ha aggiunto Frongia – è stato determinato da due gravi incidenti nelle strade limitrofe (il viadotto della Magliana e via Laurentina)”.

Anche l’Assessore regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, ha commentato la tragedia: “I soccorsi si sono attivati tempestivamente e un’automedica e un’ambulanza sono arrivati dopo sei minuti dalla chiamata, scortati da un mezzo dei vigili urbani. Senza la scorta i disagi alla viabilità avrebbero potuto causare ricadute negative sulla tempistica”.

Sembra quindi da escludere la responsabilità del Comune di Roma, così come quella della Formula E. Sicuramente si è trattato di una terribile tragedia, ma fino a che punto è giusto cercare sempre un colpevole?

 

Matteo Taraborelli

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