Roma Jazz Festival 2019: tra tematiche sociali e musica

0

Il Roma Jazz Festival non è solo un festival musicale, è molto di più. Per capire le ragioni del Festival, bisogna tornare alle origini del jazz.

Le origini del jazzRoma Jazz Festival

Il jazz è un genere musicale nato agli inizi del XX secolo come evoluzione dei canti degli schiavi afroamericani, i quali, per alleviare le fatiche del lavoro, intonavano canzoni che permettevano la coordinazione dei movimenti. La musica diventa per loro una lotta contro i soprusi e l’unica ragione di vita.

La nascita del jazz ha origini umili, sembra che la musica diventi il punto di forza dei ceti sociali più bassi. Il jazz è inoltre una sintesi di culture diverse: dall’Europa e dall’Africa arrivano spirito e talento capaci di dare vita ad un ritmo nuovo e diverso.

Nasce in maniera spontanea, basato su ritmo e improvvisazione, e si sviluppa nei decenni fino ad ottenere l’etichetta di “musica colta”.

Il jazz si è affermato come genere musicale capace di abbattere muri e andare oltre i confini. È stato capace di crescere in una società non considerata, ai margini, ma forte e solida.

Il jazz a Roma

Non bisogna dimenticare le origini del jazz: è proprio attraverso di esse che il Roma Jazz Festival si serve di tematiche scottanti quali integrazione e diversità. Il titolo spiega tutto: No borders, i confini sono fatti per essere attraversati. Non è un caso che sia stato scelto proprio il jazz e non un altro genere musicale.

Dal 1 novembre al 1 dicembre sarà possibile assistere ad una serie di spettacoli dai suoni dolci, romantici e sognanti. Quest’anno ricorre la 43esima edizione e animerà diverse aree della capitale italiana.

Tra i primi artisti che si esibiranno troviamo i Radiodervish, tra tradizione e sensibilità contemporanea; l’Afrobeat di giovani inglesi di origine africana, i Kokoroko; la pluripremiata Dianne Reeves; Antonio Sanchez a cui sta a cuore il tema dell’immigrazione, avendo provato lui stesso cosa significa, e la contrabbassista malese Linda May Han Oh contro l’esclusione e i pregiudizi.

I nomi delle band e degli artisti citati manifestano la diversità etnica con la quale il jazz si è diffuso nel mondo e le tematiche sociali e politiche affrontate si legano in modo chiaro con la musica.

Conclusioni

Tromba, sax, trombone, basso, chitarra, tastiera, percussioni e batteria sono alcuni tra gli strumenti capaci di abbattere i muri creati dalla paura e dall’intolleranza verso il diverso. Una melodia che unisce tutti; perché la musica è capace di generare emozioni in ognuno di noi, senza differenze.

Il Roma Jazz Festival anche in questa edizione vuole esaltare la musica e l’incontro tra culture appartenenti a diverse fasce di pubblico. La musica esce dalle sale ed entra in contatto con la realtà delle città di oggi: multietniche e multiculturali.

 

Margherita Marchesi

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Cliccando su Accetta, acconsenti all'utilizzo dei cookie e di eventuali dati sensibili da parte nostra; secondo le normative vigenti GDPR. More Info

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi