Roma ultima in Europa per mobilità sostenibile. Copenaghen la migliore

Secondo una classifica di Greenpeace la Capitale italiana è maglia nera in fatto di mobilità: pochi romani usano i mezzi pubblici e si preferisce l'auto privata.

A Roma è più conveniente lasciare l’auto in un parcheggio invece di comprare il biglietto dell’autobus.

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Un destino amaro affligge la nostra bella Capitale. Sommersa dai rifiuti a causa di una conclamata incapacità gestionale, dilaniata da strade colabrodo stracolme di buche e assoggettata allo strapotere del clan di stampo mafioso dei Casamonica. Ma il destino avverso di Roma non si limita a questo. Dall’ultimo report di Greenpeace è emerso che la Capitale d’Italia è ultima in Europa per mobilità sostenibile e sicurezza stradale. In pratica, i romani non usano i mezzi pubblici e se si spostano a piedi o in bici rischiano la vita.



La mobilità a Roma

I dati emersi dallo studio condotto dal Wuppertal Institute per conto di Greenpeace sono raccolti nel dossier Living. Moving. Breathing. Ranking of european cities in sustainable transport. Il report compara 13 capitali europee sul tema della mobilità sostenibile secondo vari indicatori: sicurezza stradale, trasporti pubblici, qualità dell’aria, mobilità attiva e gestione della mobilità.

Ebbene, dai dati del report emerge che Roma è ultima in Europa secondo tutti i parametri menzionati. Tuttavia, due sembrano essere gli indicatori che registrano le performance peggiori: sicurezza stradale e gestione della mobilità. I dati sulla sicurezza stradale sono preoccupanti: nel 2016 (anno sul quale si basano i dati) a Roma si sono registrati 25 incidenti mortale per i ciclisti e 47 per i pedoni. Nel complesso, la Capitale ha registrato 110 incidenti ogni diecimila spostamenti in bici e 133 incidenti ogni diecimila spostamenti a piedi.




Venendo alla gestione della mobilità la situazione è altrettanto critica. Nella Capitale non si fa abbastanza per disincentivare l’uso del mezzo privato a favore del mezzo pubblico, così come non vi è una adeguata gestione della ZTL. Nello specifico, a Roma lasciare l’auto in un parcheggio per un’ora costa meno che acquistare un biglietto dell’autobus, mentre la ZTL non è permanente ma funziona a fasce orarie, con liberi ingressi in diversi momenti della giornata.

Tutto questo comporta una forte congestione della circolazione stradale con un incremento del 40% dei tempi di spostamento. Non a caso Roma ha il più alto tasso di utilizzo dell’auto privata e il più basso tasso di ricorso alla bicicletta. Infatti, solo il 6% della popolazione si sposta a piedi e solo il 29% è soddisfatto del servizio di trasporto pubblico.

Le altri capitali europee

Se Roma è la peggiore d’Europa in fatto di mobilità, secondo i dati del report la classifica è dominata da Copenaghen. La capitale danese guadagna 57 punti su 100, seguita da Amsterdam (55) e Oslo (50). L’ultima è Roma con 27 punti su 100; seguono Mosca (30,75), Londra e Berlino (34,50).

In fatto di sicurezza stradale, se l’ultima è Roma, anche Londra, Bruxelles, Zurigo e Berlino hanno racimolato punteggi molto bassi. A dominare la classifica delle città più a portata di pedoni e ciclisti ci sono invece Amsterdam, Madrid e Oslo.




Se il paragone con Copenaghen è impari, può almeno servire da modello per Roma. La capitale danese sta infatti mettendo in atto varie strategie per migliorare la qualità dell’aria e di vita dei cittadini. La città scandinava sta pianificando sempre più investimenti nelle infrastrutture a servizio della mobilità ciclabile e sta conseguentemente cercando di ridurre la circolazione dei mezzi pesanti e privati attraverso l’introduzione di pedaggi.

Ma un esempio virtuoso arriva anche da Milano con la gestione della ZTL nell’Area C: se anche Roma applicasse la medesima gestione della propria zona a traffico limitato si potrebbero raggiungere buoni risultati in questo senso.

Nicolò Canazza

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