Roscigno Vecchia: il borgo fantasma del Cilento e il suo unico abitante

Ogni giorno giungono turisti da tutto il mondo per ammirare quella che è stata definita "la Pompei del '900".

Roscigno Vecchia è disabitata dai primi anni del ‘900, quando a causa di diverse frane gli abitanti sono stati costretti ad abbandonare il borgo per trasferirsi in un paese vicino, chiamato Roscigno Nuova.

Fonte: Ilaria Marinelli
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Roscigno Vecchia è un borgo fantasma che si trova nel Parco Nazionale del Cilento, in Campania, a sud di Salerno. Un solo abitante vive in questo paese, il signor Giuseppe Spagnuolo, un uomo sulla sessantina dall’aspetto singolare: una barba bianca incolta, camicia, cravatta colorata, cappellino e l’immancabile pipa.

Oltre ad essere l’unico abitante è anche il custode del Museo di Arte e Civiltà Contadina, in cui è documentata la vita delle persone che vivevano a Roscigno nei primi anni del ‘900, quando a causa di diverse frane gli abitanti sono stati costretti ad abbandonare il borgo per trasferirsi in un paese vicino, chiamato Roscigno Nuova. Giuseppe Spagnuolo si è trasferito a Roscigno Vecchia nel 2000, dopo la morte di Dorina, l’ultima vera residente, e trascorre le giornate con i turisti a cui fa da cicerone. L’unico abitante del borgo fantasma non si sente mai solo, infatti ogni giorno giungono turisti da tutto il mondo per ammirare quella che è stata definita “la Pompei del ‘900”. Anche la National Geographic ha fatto un  servizio su questo paese abbandonato, quasi fosse una specie “in via d’estinzione”. Il nome Roscigno Vecchia deriva dal canto degli usignoli che ancora oggi si possono trovare nell’antico borgo.

Tutti lasciano un segno del proprio passaggio nella città fantasma su un grande libro conservato all’interno del museo. C’è chi lascia solo la propria firma accompagnata dalla data in cui è venuto e chi lascia le proprie impressioni sul borgo, come questa “Tranne Spagnuolo Giuseppe, qui non c’è niente e questo è il bello!”.




Ancora oggi è possibile visitare Roscigno Vecchia, camminare tra le strade del borgo fantasma, osservare le case in pietra, i resti di piazza Nicotera e della chiesa principale. Si tratta di un’esperienza unica, in quanto sembra che il tempo si sia fermato a più di cento anni fa.

Ilaria Marinelli

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